La sfida sarà accoppiare questa elettronica nei tessuti e nelle cellule del corpo con l’intento di prevenire e salvare vite umane

di Francesco Castellini

Non è lontano il giorno in cui si potrà assistere ad una scena davvero straordinaria: c’è un signore che sta passeggiando in un parco quando gli si avvicina un’ambulanza e viene invitato da un paramedico a salire sul mezzo di pronto soccorso perché sta per avere un infarto ed è necessario condurlo in ospedale.
Il tutto sarà frutto dell’impiego delle Intelligenze artificiali (AI) in ambito sanitario, che attraverso l’inserimento di micro cip in ogni umano si propone la possibilità di consultare milioni di cartelle cliniche e giungere a conclusioni in maniera simultanea, autonoma ed efficace.
Le dimensioni dei dispositivi della micro e nano-elettronica sono ormai dell’ordine di pochi nanometri. Queste dimensioni sono molto più piccole della tipica cellula umana e questo lascia intuire un futuro di micro-strumentazione e micro-robot che potranno eseguire diagnostica in vivo fino ad attuare precise terapie locali su gruppi di cellule.

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La sfida sarà accoppiare questa elettronica nei tessuti e nelle cellule del corpo per motivi di rigetto, selettività dell’azione ed energia. Ma la strada a dispositivi neuronali/sensoriali come le retine e le coclee di silicio, o chip per la diagnostica e somministrazione di farmaci è aperta.
Un modo efficiente per prevenire danni a chi indossa sensori, i quali monitorano costantemente il cuore e tutti gli altri valori, per inviare i dati raccolti a una centrale – normalmente un ospedale o una clinica specializzata – che li tiene sotto controllo fino a trovare delle anomalie nei parametri vitali, e dunque attivare una procedura che verrà poi seguita da un medico pronto a mettere in pratica tutte le procedure del caso per evitare il peggio.

Quello che ci porta a ben sperare è che il futuro della tecnologia medica-medicale è già allo studio e si prefigge tre scopi: diagnosi precise e precoci, cure più rapide e mirate, decorsi e degenze più snelle e veloci. Tutto ciò si traduce ovviamente con un vivere meglio e più a lungo, con ricadute positive sugli errori medici e sui costi della sanità.
E rincuora il fatto che l’AI ha già intrapreso il percorso verso questa via avveniristica pronta ad adottare in pieno quelle tecnologie più avanzate che consentono il controllo a distanza di persone con malattie croniche.
Un aspetto di primaria importanza perché il continuo monitoraggio dei parametri dà la possibilità di intervenire prima che la situazione clinica precipiti.
Il che significa recarsi in ospedale prima che il ricovero diventi urgente e quindi rimanerci meno tempo, magari evitando misure drastiche come interventi estremi, oppure ospedalizzazioni lunghe.

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