Nel panorama internazionale, oltre la trageda, il conflitto Russia – Ucraina in atto dal febbraio 2022 , ci dimostra come sta cambiando il modo di affrontare una guerra: lo scontro, infatti, si è da subito dimostrato essere uno scontro anche di natura tecnologica. Si è parlato ampiamente di come le guerre possano diventare terreno fertile per la nascita di nuove pratiche di guerra, nuove tecnologie e nuovi modi di attaccare il nemico. In particolare, già dai primi giorni dell’invasione, i russi hanno impiegato i droni ad ala fissa Orlan-10,come strumenti di sorveglianza, per monitorare i movimenti delle truppe e valutare i danni dell’artiglieria.

Tuttavia, è stato il ricorso da parte dell’Ucraina ai Bayraktar Tb2, prodotti dall’azienda turca Bayraktar, a trasformare la percezione pubblica sulla guerra con i droni. In particolare i droni turchi Bayraktar TB2 hanno permesso agli ucraini una difesa inaspettata. Gli aeromobili a pilotaggio remoto, senza pilota a bordo, prodotti in Turchia dall’azienda Bayraktar Technologies, misurano 6,5 metri e hanno un’apertura alare che arriva a 12. La loro grande caratteristica, un po’ per tutte le famiglie dei droni militari e commerciali, è il facile decollo che può avvenire in spazi particolarmente ridotti.

In più, i  Bayraktar si sono rivelati anche un potente strumento di propaganda. I loro filmati in stile videogioco, realizzati abbastanza da vicino da mostrare i danni inferti dagli aeromobili ma sufficientemente lontano da risparmiare agli osservatori la vista di morti e feriti, sembravano fatti apposta per i social media e hanno contribuito a dimostrare che l’Ucraina era in grado di respingere gli invasori. Il Bayraktar è così diventato un simbolo della resistenza. D’altro canto, la Russia non si è fatta trovare impreparata sul versante tecnologico e ha risposto all’avanzata nemica con la  forza dominatrice dello Shahed-136, un drone suicida di fabbricazione iraniana che la Russia ha iniziato a utilizzare a settembre per distruggere le infrastrutture energetiche dell’Ucraina. A dicembre, gli attacchi dei droni hanno lasciato Odessa e il suo milioni di abitanti quasi del tutto senza corrente.

In conclusione, quello in Ucraina è il primo conflitto su larga scala a vedere un uso diffuso dei droni. A riguardo, gli esperti, avvertono che la proliferazione dei veicoli aerei senza pilota sta spingendo le forze armate a cedere una quota sempre più alta del controllo all’intelligenza artificiale (Ai) , in grado di operare sul campo di battaglia senza alcun coinvolgimento umano .

Lascia un commento