Tra le novità positive che riguardano il nostro Paese c’è sicuramente quella che vede L’Italia  seconda solo alla Svezia in termini di quota di consumo interno lordo di energia da fonti rinnovabili. La quota nazionale di energia rinnovabile rispetto al consumo interno lordo è pari a 19,4% nel 2021, mentre la media Europea è pari a 17,7%. Dall’analisi degli indicatori emerge un buon andamento dell’Italia nello scenario internazionale e nel confronto con gli altri Paesi. Nello specifico, il sistema energetico italiano ha un’elevata efficienza energetica ed economica: l’intensità energetica, espressa in termini di consumo interno lordo di energia per unità di Pil, è tra le più basse nei principali Paesi europei, 91,5 tonnellate equivalenti petrolio contro 107,4 dei 27 Paesi dell’Unione Europea nel 2021.

Analizzando l’excursus storico, si può osservare che nel periodo 1995-2021 la crescita delle emissioni è stata generalmente più lenta di quella dell’economia. A giocare un ruolo fondamentale, come sottolineano i ricercatori, la sostituzione di combustibili a più alto contenuto di carbonio, avvenuta principalmente nel settore della produzione di energia elettrica e nell’industria, unita all’incremento della quota di energia da fonti rinnovabili. Un ruolo importante è stato giocato anche dall’elettrificazione dei consumi finali nell’industria.

Nel confronto con gli altri Paesi, emerge che anche l’efficienza complessiva del sistema energetico è al di sopra della media europea: nel 2021 l’energia disponibile per i consumi finali nazionali costituisce il 77.5% del consumo interno lordo di energia, contro il 72.7% della media dei Paesi. L’insieme dei dati certifica ottimi risultati per l’industria italiana: Il consumo di energia finale e le emissioni di gas serra per unità di ricchezza prodotta dal settore – scrivono i ricercatori –, collocano l’Italia tra i Paesi con i valori più bassi dei 27 Stati Europei. Diversa, invece, la situazione del settore terziario, dove si registrano emissioni superiori alla media».

Per i ricercatori, poi, la diminuzione dell’intensità energetica finale e la crescente quota di energie rinnovabili hanno svolto un ruolo chiave tra i fattori che determinano la riduzione delle emissioni di gas serra in Europa dal 2005.

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