La Russia sta pensando di ritirarsi dall’accordo per l’esportazione del grano ucraino dai porti sul Mar Nero, anche perché, secondo le parole del presidente russo Vladimir Putin, il corridoio verrebbe utilizzato dalle forze di Kyiv per sferrare attacchi con i droni. Si tratta dell’accordo raggiunto a Istanbul lo scorso 15 luglio e che prevedeva la partenza di navi con il frumento ucraino e anche l’esportazione di fertilizzanti russi. Il leader del Cremlino ha poi aggiunto che la Russia, n caso di ritiro dall’accordo, sarà pronta a fornire gratuitamente ai Paesi più poveri la quantità di grano sufficiente al fabbisogno proveniente dall’Ucraina. È sicuramente un’azione che rientra nella logica bellica e  quando si è in guerra si fanno manovre e azioni scelte che seguono questa logica. Il problema è che, se il grano torna ad essere insufficiente, si rischia una crisi. Il grano ucraino è una risorsa fondamentale per i mercati delle materie prime di tutta Europa, del Nord Africa e del Medio Oriente.

L’invasione russa sta intensificando una crisi mondiale globale. Negli scorsi mesi anche l’Italia ha avuto un impatto, soprattutto sul settore energetico. Infatti, il prezzo è tornato a livelli accettabili, ma l’inflazione non cala, perché non è un fenomeno che piò essere facilmente controllato. Una volta che l’inflazione cresce, si impiegano molti anni per farla scendere, perché condiziona anche i prezzi futuri, oltre che quelli attuali.

Mentre i Paesi più poveri del mondo subiscono ampiamente la crisi e vedono danneggiata l’accessibilità ai prodotti alimentari. Sono stati attivati per questo dei corridoi di solidarietà, ma non ancora in modo sufficiente. Questa crisi bellica si aggiunge a una siccità che in certi Paesi africani va avanti da anni. E occorre fare molto molto di più. Purtroppo tutte queste zone sono martoriate da anni di scarsità idrica  e pagano anche le crisi europee dovute alle guerre.

Putin afferma che se continueranno gli attacchi al territorio russo dall’Ucraina Mosca , oltre all’interruzione dell’accordo sul grano, dovrà prendere in considerazione la creazione di una “zona sanitaria”, ovvero una zona di sicurezza in Ucraina, “in modo che non possano raggiungerci”. Putin ha aggiunto di non vedere al momento la necessità di introdurre la legge marziale nel Paese. I

Il consigliere del presidente ucraino, Mykhailo Podolyak, sostiene che la dichiarazione d Putin sulla possibile creazione di una “zona di sicurezza” in Ucraina significhi in realtà che l’intenzione dei russi è quella di distruggere tutto ciò che è stato occupato finora. “La dichiarazione di Putin oggi è stata piuttosto eloquente. Ha detto che vogliono creare una zona di sicurezza in Ucraina. Questo significa che distruggeranno tutto ciò che hanno occupato in Ucraina, compresa la centrale idroelettrica di Kakhovka” ha dichiarato Podolyak. Per il consigliere di Volodymyr Zelensky, i russi “vogliono fuggire dal nostro territorio dopo aver perso la guerra, ma vogliono distruggere il più possibile tutto ciò che si trova nel territorio occupato, compresa la Crimea”.

La possibile conseguenza dello stop all’accordo sul grano, si ripercuoterà soprattutto sulla vicina Europa con un aumento vertiginoso dell’inflazione  e un rischio di fame generalizzato.

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