È a Milano, nella nuova accademia delle Belle Arti, (NABA) il primo studio permanente di produzione virtuale, un’eccellenza italiana ed internazionale, che ha inventato un nuovo modo di fare effetti speciali in tempo reale: anzi, possiamo considerarla una vera e propria palestra per imparare ogni aspetto innovativo inerente alla creazione di effetti speciali, dove gli aspiranti scenografi apprendono nuovi metodi tecnologicamente avanzati per fare cinema. In particolare, l’accademia milanese propone una preparazione artistica completa, tenendo corsi di primo e secondo livello in svariati ambiti, tra cui: quello del design, del fashion, della grafica e comunicazione, delle arti multimediali e quello della scenografia e arti visive: quest’ultimo è il fiore all’occhiello della   scuola, in quanto rappresenta il cuore pulsante della produzione virtuale, che consente di realizzare e di capire come produrre effetti speciali in tempo reale.

A riguardo, Emanuele Lomello, Media Laboratory Manager della NABA, spiega la differenza tra i backstage di alcuni film classici del passato e quelli moderni creati da loro in accademia, evidenziando come in passato, ad esempio, lo spazio verde che circondava l’attore in una scena rimaneva intatto e veniva cancellato solo dopo le riprese, com l’aggiunta di ambienti digitali. Attualmente, invece, nel laboratorio di produzione virtuale lavorano tutti insieme: La scena che viene registrata è quella che è prodotta sullo schermo. Emanuele Lomello, continua descrivendo nel dettaglio come procedono nelle riprese; affermando che ogni tanto spengono i ledwall e utilizzano delle tute di mockup, tutine nere con dei puntini che sono riflettenti e quindi siamo in grado di analizzare il movimento del corpo, il movimento delle mani, molto complesso. E poi c’è la parte del volto: dove sono in grado con i loro sistemi di analizzare le espressioni facciali e riapplicarle alle animazioni 3D. lo fanno in tempo reale.

Corsi come quello di Creative Technologies, permettono, così, ai giovani di arrivare formati alle prime esperienze lavorative. Sono numerosi i profili professionali creati proprio all’interno dei percorsi formativi dell’area di Media e Nuove tecnologie , sono relativi all’ambito del cinema, del game, dell’animazione e della produzione di azione di audiovisivi. Si va dalle figure legate all’ambito della scrittura, come sceneggiatori e registi, ai ruoli di produzione e di ambiti più specifici nella parte di 3D e di effects, come il 3D artist, ma anche gli animatori 3D o 2D. E poi esiste il settore del game grazie a cui vengono formati profili come il game designer o il game developer. Come conferma Lomello, quello che è importante come Accademia , non è solo lavorare con gli studenti, ma lavorare sulla cultura che queste tecnologie possono portare. Sulla cultura del digitale, di base.

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