Temu è l’e-commerce del fashion cinese che sta spopolando in Europa e negli Stati Uniti per la vendita di bijoux, cardigan e accessori.  Di per sé niente di speciale, le applicazioni di e-commerce che propongono offerte del genere sono migliaia, ma Temu, lanciata dal gruppo cinese Pinduoduo negli Stati Uniti, è arrivata a classificarsi tra le più scaricate a inizio anno, in un contesto di tensioni geopolitiche intorno a un’altra piattaforma cinese, TikTok. Temu è oggi il simbolo di una tendenza: secondo Sensor Tower, quattro delle cinque applicazioni più scaricate negli Stati Uniti sono di origine cinese. Questo è ad esempio il caso del ben noto Shein, app specializzata in articoli di moda, mentre Temu è più un concorrente di Amazon, visto che offre prodotti di bellezza, elettronica o anche articoli per la casa.
 Se il successo di Shein si conferma tra i più giovani, Temu ha convinto consumatori di tutte le età, come Laurie Silva, californiana di 65 anni, che vi ha già effettuato una ventina di ordini. “Ho visto molte cose sulla loro applicazione che erano anche su Amazon o altri rivenditori online, ma molto più costose”, spiega all’agenzia AFP.

La fortuna di Temu  si fonda sulla differenza con le aziende  di moda americane che cercano di produrre meno in Cina, preoccupate per le crescenti tensioni tra i due Paesi, invece Shein o Temu la vedono come un’opportunità, afferma Sheng Lu, professore di studi di moda e abbigliamento all’Università del Delaware. Le due applicazioni si riforniscono in Cina e Temu spedisce persino i suoi prodotti direttamente dal Regno di Mezzo, a differenza di Amazon, che si affida a propri centri di distribuzione regionali negli Stati Uniti, spiega il professore.Questa strategia permette a Temu di fare affidamento sulla capacità della Cina di produrre capi molto diversificati in piccole quantità e a prezzi bassi, approfittando di alcune disposizioni americane, come l’assenza di tasse di importazione per i prodotti di basso valore.
 Secondo Sheng Lu, Shein si affida anche all’intelligenza artificiale e allo studio dei dati “per comprendere meglio le abitudini e gli stili di vita dei consumatori e adattarsi così alla domanda”. Ma questo boom delle app cinesi va di pari passo con una sorveglianza con cui Temu rischia a sua volta di confrontarsi. Nel 2021, l’ONG Public Eye ha rivelato che alcuni lavoratori che rispondono agli ordini di Shein hanno lavorato tra le 11 e le 13 ore al giorno, ma anche che la piattaforma partecipava allo spreco che viene sempre più denunciato nella moda.
“Inoltre, come è successo per TikTok, il rapido sviluppo di Shein e Temu ha portato alla raccolta di una quantità significativa di dati personali di cittadini americani”, ricorda Sheng Lu.Accusato di essere un rischio per la sicurezza nazionale e la salute mentale, TikTok sta cercando di evitare il divieto assoluto di potersi proporre sul suolo statunitense. Ma “concentrarsi sulla nazionalità di un’azienda è un criterio grossolano” quando si parla di rischi per la sicurezza, stima il professore del Georgia Institute of Technology Milton Mueller.

Uno studio co-realizzato da Milton Mueller e pubblicato a gennaio ha infatti stimato che “i dati raccolti da TikTok presentano un rischio per la sicurezza solo se provengono da persone le cui funzioni riguardano la sicurezza nazionale e quando il loro utilizzo dell’applicazione fa esporre dati sensibili”, un rischio “che potrebbe esistere su qualsiasi social network”.

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