È una famiglia con la valigia in mano. Sempre pronti, gli Albini di Albino, un piccolo centro della Bergamasca, a partire per i capi più lontani del mondo a caccia di materie prime di qualità, a volte disponibili in quantità molto limitate, a cominciare da Stefano Albini, il presidente dell’azienda che ammette di aver imparato tutto (o quasi) dal fratello Silvio, scomparso un paio di anni fa. Quando lo ricorda, ancora oggi, il tono della sua voce sembra abbassarsi in segno di rispetto: “Silvio era un imprenditore illuminato, visionario e lungimirante pronto a visitare il mondo alla ricerca di nuove idee”, racconta Stefano confermando il dna imprenditoriale della famiglia. 

È una lunga storia, quella di Albini Group, che parte dal 1876, appunto da Albino, alla conquista del mondo dei tessuti di qualità per poter accontentare clienti sempre esigenti come la famiglia reale inglese, grandi industriali, attori, persone comunque di gran gusto. Tutta la famiglia è impegnata in azienda, così accanto al presidente Stefano lavorano il fratello Andrea e il cugino Fabio, e i risultati non si sono fatti attendere. Il fatturato ormai supera stabilmente i 140 milioni annui. Quella degli Albini con l’eccellenza è una tradizione che viene da lontano. Gran parte del merito, riconosce Stefano, va al fratello Silvio che ha guidato l’azienda dal 1984 al 2017, spingendo il suo sviluppo oltre i confini italiani e contribuendo a far conoscere al mondo, assieme agli amici Zegna e Loro Piana la forza e l’eccellenza del tessile italiano.L’idea di posizionarsi in fascia alta la famiglia ce l’ha nel sangue tant’è che in tutti questi anni abbiamo scelto di produrre solo tessuti pregiati all’insegna dell’innovazione e della qualità”, racconta Stefano. Così, le relazioni internazionali dell’azienda le hanno consentito di conoscere le esigenze dei clienti non solo italiani, anche grazie alle collaborazioni con brand di lusso come Dior ed Hermès. “Dal punto di vista del design”, prosegue Stefano, “il merito va al cugino Fabio. Ogni sei mesi proponiamo al mercato una collezione diversa, frutto della nostra creatività, ritagliata su misura delle esigenze dei nostri partner: oggi il consumatore non vuole soltanto un bel disegno ma vuole sentirsi parte della rete di valori che formano un’azienda”. Valori come ad esempio un approccio produttivo sostenibile, da oltre dieci anni reso possibile dall’impiego di materiali tracciabili, organici e riciclati, informazioni trasparenti e certificate e un severo controllo della supply chain. L’obiettivo dell’azienda è quello di individuare le tematiche che cambieranno l’industria tessile delle fibre naturali nei prossimi anni: se fino al secolo scorso gli abiti erano realizzati solo con cotone, lino, canapa, lana e seta, oggi ci sono nuove fibre tessili come il lyocell e quelle derivanti dalla frutta, naturali e sostenibili. Con questo progetto l’azienda vuole individuare i tessuti del futuro e i nuovi processi produttivi,  per una nuova Silicon Valley del tessile.

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