Un tempo era più difficile conoscere il processo che portava un prodotto dal campo, o dall’azienda, alla tavola: non mancavano le informazioni ma era molto più complicato, dal punto di vista pratico, trasferirle al consumatore. Quest’ultimo, non potendo o volendo leggere interi disciplinari sulla produzione, era anche più incline a farsi una sua idea, spinto a volte da convinzioni non sempre ben fondate e dal passaparola. Lo scenario è cambiato, merito della tecnologia: basta visualizzare con lo smartphone un semplice Qr code in etichetta per approfondire il viaggio che un cibo compie per arrivare nelle nostre case. Un gesto semplice, ormai alla portata di tutti, che può aiutare ad attuare scelte più consapevoli e al contempo rafforza il legame di fiducia con i brand che investono in qualità, trasparenza, sostenibilità. L’aspettativa del consumatore in termini di qualità e trasparenza aumenta quando in ballo ci sono prodotti e consumi di tipo identitario, come in ambito food. Prendiamo il caso del pesto: è uno dei condimenti più apprezzati della cucina italiana, ma anche un classico esempio di prodotto su cui i consumatori hanno aspettative alte, soprattutto in termini di materie prime. Un pesto destinato al largo consumo deve appagare i consumatori sul fattore italianità del basilico ma anche sulla sostenibilità della filiera che, passo dopo passo, lo porta sulle tavole.

E così Barilla ha deciso di dotare i vasetti di Pesto Barilla alla Genovese venduti in Italia di un Qr code in etichetta che consente di approfondire il viaggio di questa eccellente materia prima e, più in generale, il concetto di basilico da agricoltura sostenibile. La collaborazione con Connecting Food, la piattaforma per la tracciabilità e la trasparenza alimentare nata in Europa, ha reso possibile la realizzazione tecnologica del progetto. Ma fondamentale è stata la sinergia con gli attori della filiera che Barilla ha identificato e mappato al fine di ottenere e divulgare tutte le informazioni necessarie per la tracciabilità. I dati raccolti sono stati autenticati in blockchain, provengono quindi da fonti autenticate e non possono essere manomessi.

L’introduzione del Qr Code sui vasetti di Pesto alla Genovese venduti in Italia è uno step che conferma l’attenzione di Barilla ai bisogni di trasparenza e qualità dei clienti ma anche l’importanza, in questa fase più che mai, di valorizzare la tecnologia per coinvolgere il pubblico sulle scelte che il brand compie in tema di sostenibilità e di approccio alle materie prime, non solo sul fronte della necessità produttiva ma anche delle ricadute ambientali e sociali. Anche per il pubblico è arrivato il tempo di capire meglio cosa significhi “sostenibile”, quando si parla di un prodotto o di una materia prima.

E se per il 2023 il Qr code sarà presente sulle confezioni di Pesto alla Genovese in Italia, il sistema di tracciabilità in blockchain si estenderà ad altre referenze in Italia e anche all’estero, a conferma del valore strategico di tutta l’operazione.

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