Nata in un’umile famiglia di Perugia, Luisa Spagnoli è considerata la prima grande imprenditrice italiana e ha svolto un ruolo fondamentale nel processo di industrializzazione della nostra penisola durante il XX secolo attraverso due grandi aziende attive ancora oggi: la Perugina e il brand di abbigliamento Luisa Spagnoli. Un’imprenditrice per due aziende di successo. Luisa Sargentini (questo il suo cognome da nubile) nel 1897 sposa Annibale Spagnoli, con cui qualche anno più tardi fonderà la Perugina. Inizialmente si trattava della Società Perugina per la Fabbricazione di Confetti, una piccola realtà specializzata, appunto, nella produzione di confetti, a cui poi si affiancheranno anche caramelle, cacao in polvere e cioccolato.

Il successo arriva con la creazione del Bacio, il cioccolatino che nel tempo è diventato il simbolo degli innamorati. Fu realizzato unendo la pasta di cacao e la granella di nocciole, prodotti di scarto di altre lavorazioni che furono usati per abbattere i costi di produzione. Un cioccolatino semplice, potremmo dire povero, che inizialmente fu chiamato “cazzotto” per via della sua forma.

Fu Giovanni Buitoni, amministratore delegato e figlio di uno dei soci dell’azienda, a consigliare un nome più romantico e delicato. Nel corso del XX secolo la Perugina crebbe e conquistò anche i mercati internazionali, diventando un punto di riferimento per tutto il settore dolciario.

Ma nel frattempo Luisa Spagnoli aveva riscoperto la sua passione per la moda e decise di lanciarsi in una nuova impresa, iniziando ad allevare conigli d’angora per la produzione di indumenti. Nacque così la Angora Luisa Spagnoli, che in poco tempo conquistò la clientela italiana grazie ai suoi filati innovativi, ma sempre naturali. Infatti, nonostante il regime fascista puntasse sulla produzione attraverso filati chimici, Luisa decise di restare fedele alla produzione tradizioLuisa Spagnoli è considerata ancora oggi la pioniera delle manager italiane. La sua storia è davvero singolare, specialmente se si pensa al fatto che è stata una figura chiave nella fondazione di due aziende in un periodo storico in cui le donne non avevano grandi possibilità di scelta sul fronte lavorativo.

Nel 1923 il marito si era ritirato dall’azienda Perugina a causa di attriti interni (molti ricollegano tale avvenimento all’inizio della storia d’amore tra Luisa e Giovanni Buitoni), ma lei era rimasta nel consiglio di amministrazione e aveva dato una svolta significativa al miglioramento delle condizioni lavorative dei suoi dipendenti. Insomma, nonostante le difficoltà del periodo il suo impegno non è mai venuto meno. Luisa Spagnoli è stata una figura rivoluzionaria, con una visione alta e innovativa della donna e del lavoro. Un’imprenditrice moderna che ha saputo cogliere tutte le occasioni e far fronte ai problemi in maniera vitale e reattiva.nale e naturale al 100%.  Il suo lavoro, inoltre, è stato più volte preso ad esempio per la particolare attenzione alla sostenibilità sociale e ambientale. Abbiamo già detto che l’imprenditrice (guai a chiamarla solo stilista!) era molto attenta alle condizioni di lavoro dei suoi dipendenti. Durante la prima guerra mondiale, quando tutti gli uomini erano partiti per il fronte, Luisa si era ritrovata da sola a badare alla casa e all’azienda, esattamente come tante altre donne che avevano iniziato a lavorare per sopperire alla mancanza del capofamiglia. Decise quindi di aumentare le strutture sociali che potessero migliorare la vita delle sue operaie e fondò l’asilo nido all’interno dello stabilimento di Fontivegge.

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