Il 2020 è stato un anno magico. Abbiamo raggiunto un fatturato di 86 milioni di euro, cioè 10,7 milioni in più rispetto al 2019 e una crescita del 14%». Parola di Alce Nero, capo spirituale della tribù Sioux, e simbolo di una filiera del biologico attiva dal 1978. Un balzo molto superiore alla spesa di prodotti alimentari biologici nella Gdo che ha fatto segnare un più 4% (dati Ismea).

Secondo Massimo Monti, amministratore delegato dell’azienda dal 2004, questo risultato è dovuto ai lockdown prolungati ma anche alla risposta del team che è stata in grado di assicurare produzione e distribuzione, anche nei mesi più duri: «Nell’impossibilità di potersi concedere una cena al ristorante i consumatori hanno indirizzato i consumi verso il cibo di qualità premium da cucinare a casa». La capacità del gruppo di superare gli ostacoli è da sempre nel suo dna, continua Monti: «Siamo un esempio concreto di rete di imprese simil-consortile che comprende realtà diverse: dai singoli agricoltori, mille in Italia e oltre 14mila in America Latina, alle cooperative, dai pastifici alle imprese di trasformazione fino alla logistica. Sette stabilimenti in Italia, uno in Svizzera, dedicato alla lavorazione del cacao, e uno in Perù per il caffè e lo zucchero di canna grezzo». Il gruppo vede infatti tra gli azionisti l’azienda conserviera La Cesenate Spa, con il 50% delle quote, Alce Nero che è il secondo azionista con meno del 20%, Brio Spa gruppo dell’ortofrutta biologica (9%), il pastificio Felicetti (8,5 %) e Mediterre Bio, cooperativa formata da agricoltori di Puglia, Basilicata, Calabria e Emilia-Romagna (6%). «Garantiamo 400 prodotti in continua evoluzione. Quello che non abbiamo lo creiamo attraverso partnership come quella siglata nel 2019 con Roncadin da cui è nata la gamma Freddo che ha più che quadruplicato il suo fatturato ora a 1,54 milioni» afferma il manager. Nel futuro, aggiunge Monti, «stiamo considerano di attivare la procedura per ottenere la certificazione B Corp ma soprattutto continueremo a innovare la gamma. A breve debutteremo con un gelato biscotto al farro e crema di latte bio e zuppe ad alto contenuto proteico e pochi carboidrati. Sul fronte della sostenibilità la novità sarà la pasta con involucro di carta anche se, fa notare Monti, l’offerta di imballi alternativi a plastica e vetro, accettabili dal punto di vista economico, è ancora scarsa. «Siamo al paradosso: il contenitore potrebbe costare più del contenuto». Scaffali pieni come al supermercato con bottiglie, vasetti e scatole ben impilati sempre a disposizione: la comodità dell’e-commerce ha fatto breccia anche negli italiani, anche grazie alla crisi Covid. Lo dicono i numeri: il food e grocery online ha avuto una crescita dell’85% e raggiunto un valore di 854 milioni di euro. Un riflesso di questa nuova abitudine d’acquisto si vede anche nella performance del negozio online di Alce Nero, che è passato da 400mila euro a 1,5 milioni di fatturato con uno scontrino medio di 80 euro. Un canale che l’azienda ha attivato ricorrendo solo a risorse interne e quindi contenendo al massimo i costi, ma che intende potenziare nel 2021. Prossima sfida, mettere nel carrello digitale anche i prodotti freschi. L’anno in corso ha visto un’altra novità nel campo del retail: il 5 marzo 2022 è stato aperto il primo negozio monomarca a San Lazzaro di Savena. Un format che verrà replicato in altre parti d’Italia, partendo da Milano.

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