La Farmacia Santa Rita dei dottori Vassalli, già Farmacia del Popolo, poi Farmacia Danile, è la più antica di Cerignola ancora in attività. La sua storia affascinante, lunga oltre 120 anni, è narrata da Antonella Migliorati nel libro “Una vita su uno sgabello. La storia dell’antica farmacia di Cerignola dal 1900” (Lecce, 2022).

Scrittrice, farmacista e biologa, Antonella Migliorati è autrice di romanzi, sillogi poetiche, guide storico-artistiche e saggi scientifici. “Una vita su uno sgabello” intreccia, tra memorie familiari, foto d’epoca e documenti ritrovati, la storia di una farmacia e la vita della famiglia dell’autrice che l’ha gestita per quattro generazioni. Lo sgabello citato nel titolo allude proprio a quello rinvenuto tra gli antichi arredi della farmacia, su cui i suoi avi farmacisti salivano per prendere le medicine
posizionate sugli scaffali più alti. La storia di questo luogo e dei suoi titolari non è solo un pezzo di storia locale, ben vivo nella memoria dei cerignolani, ma rappresenta anche una microstoria esemplare, tipica della farmacia italiana a carattere familiare.

L’autrice, infatti, discende da quel Vincenzo Santoro che, dopo la laurea a Napoli e il tirocinio nella farmacia partenopea Scarpitta, nel 1900 aprì la Farmacia del Popolo a Cerignola. Dal suo matrimonio con Anna Tiberi, direttrice scolastica giunta da Todi su invito del conte Pavoncelli per organizzare l’istruzione locale, nacquero tre figlie. Una, Geltrude, sposò il farmacista siciliano Luigi Danile. Costui, laureatosi a Ferrara, già direttore della Farmacia Barbieri di Terre di Ruggero in provincia di Catanzaro, fu assunto nel 1932 da Santoro come aiutante. Il siciliano, alla morte del suocero, rilevò l’attività che prese il nome di “Farmacia dott. Luigi Danile”. Dopo la sua scomparsa (1963), la figlia, Angela Maria Rosaria, che viveva a Roma con il marito, il professore Elio Migliorati, fece ritorno a Cerignola, si iscrisse alla facoltà di Farmacia dell’università di Bari e prese la seconda laurea (ne aveva già una in Lingue). Il titolo di studio le consentì di assumere la direzione dell’attività, altrimenti destinata a ritornare allo Stato per essere poi riassegnata con un concorso. Angela Maria Rosaria ed Elio Migliorati ebbero quattro figli, tre dei quali sono farmacisti. In particolare, l’autrice e la sorella Deborah, quarta generazione di farmacisti, hanno affiancato la madre nella gestione della “Farmacia Danile” fino al 2020, quando hanno venduto l’attività ai dottori Vassalli, farmacisti imprenditori, titolari di varie farmacie nel Foggiano.

Il libro rileva anche la funzione sociale della farmacia, cioè a dire il servizio reso alla comunità, la vicinanza ai bisogni della gente e il valore di presidio che essa svolge sul territorio. E mostra di riflesso com’è cambiata la professione nell’arco di un secolo, dall’epoca del farmacista-artigiano e delle preparazioni galeniche all’arrivo dei farmaci confezionati industriali, fino alla recente evoluzione della farmacia come “hub di servizi”.

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