Alla fine del 2024 a Vilnius aprirà TechZityil più grande incubatore di startup d’Europa: oltre 55mila metri quadri suddivisi in cinque edifici, con coworking, bar e piazze verdi. I lavori stanno per iniziare e LOGIN ha visitato il sito che lo ospiterà insieme al suo creatore, Darius Zakaitis «il papà delle startup lituane», imprenditore di 52 anni, originario proprio di Vilnius. «Mi chiamano così perché negli anni Duemila sono stato tra i primi a credere nelle nuove aziende create da giovani e ci ho investito — spiega davanti a quello che sarà l’ingresso dell’hub —. Circa dieci anni fa ho iniziato a pensare di costruire un luogo dove potessero crescere e incontrarsi giovani e investitori per condividere progetti. E ora eccoci qui, il prossimo anno lo inaugureremo». Dopo una lunga ricerca della zona adatta ad ospitare l’incubatore, circa cinque anni fa ecco una fabbrica di tessuti quasi completamente dismessa in cui ancora lavora l’anziana proprietaria ultra settantenne. «La parte più difficile del progetto? Convincerla», scherza Zakaitis. 

Gli edifici sono di epoca sovietica e post, ormai in disuso (ma ancora con un paio di sale arredate, come quella del medico aziendale e alcuni uffici dei dirigenti) e si trovano nello stesso quartiere in cui hanno sede due dei tre unicorni lituani, le startup che superano il valore di un miliardo di dollari. Vinted, che si occupa di compravendita online di abbigliamento di seconda mano, è in una delle strade che circondano il cantiere di TechZity, Nord VPN (che sviluppa le Virtual Private Networks, reti virtuali private) è visibile da una delle balconate del futuro hub. «Saremo tutti qui, nella startup valley lituana», sorride Zakaitis, mentre indica dove si trovano i vicini di casa. L’investimento totale è di 100 milioni di euro, 70 in arrivo da banche e altri istituti finanziari, 30 suddivisi tra Zakaitis e il «vicino di casa» Mantas Mikuckas, co-fondatore di Vinted. Serviranno a creare sale coworking, bar , ristoranti, spazi espositivi a disposizione di circa cinque mila persone in totale. «TechZity sarà sempre aperta, vorrei si formasse una comunità non solo di colleghi, ma di persone», continua l’imprenditore. A chi gli fa notare che forse post pandemia una struttura così grande potrebbe non attrarre più, il papà delle startup lituane risponde che «la multifunzionalità sarà il suo punto di forza, perché verrà vissuta come un luogo non solo di lavoro ma parte della quotidianità di chi abita a Vilnius».

A fine novembre 2023 verranno annunciate le prime 10 startup (in totale saranno circa 100) che entreranno nell’hub e Zakaitis anticipa che «saranno quasi tutte lituane». Nell’ex repubblica sovietica, infatti, l’interesse per questo settore è esponenziale e i tre unicorni dimostrano che oltre all’interesse, ci sono anche i risultati. Per averne la conferma, basta passare qualche ora alla Startup Fair, l’evento che da 11 anni è diventato punto di riferimento delle repubbliche baltiche per giovani imprenditori e investitori. Zakaitis è stato uno degli ospiti dell’edizione che si è svolta a settembre, con oltre tremila partecipanti e 400 investitori che si aggiravano tra le sale e i palchi. 

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