Oggi, vista dalle nostre latitudini, la tecnologia della Cina ci sembra qualcosa di inaspettato. Ma come è nato e si è sviluppato l’impero tech del Dragone? Lo spiega il giornalista Simone Pieranni in Tecnocina. Storia della tecnologia cinese dal 1949 a oggi (add editore, ottobre 2023, illustrazione di copertina di Lucrezia Viperina). Come scrive l’autore nella postfazione, Tecnocina più che un manuale è un’incursione appassionata tra personaggi e avvenimenti dell’universo tech cinese, spesso poco o per nulla noti a noi occidentali.

Simone Pieranni ha vissuto in Cina dal 2006 al 2014, ha fondato l’agenzia editoriale China Files e oggi cura per Chora Media diversi podcast, tra cui Altri orienti. E racconta un’avventura che ha spesso per protagoniste le donne, come la pioniera dell’informatica cinese Xia Peisu, che nel 1960 assieme al suo staff ha messo a punto il Modello 107, il primo computer progettato e sviluppato unicamente in Cina. O come Zhu Lilan, che si è formata in Unione sovietica e laureata a Odessa (oggi in Ucraina), a cui nel 1998 viene affidatoProprio il rapporto tra Pechino e Mosca si incrina dal 1956 (anno di un discorso di Mao Zedong critico verso Josif Stalin), e anche la tecnologia della Cina inizia a guardare a Occidente, anche se sarà un’apertura non priva di complicazioni. Come dimostra il caso di Qian Xuesen, pioniere del programma missilistico cinese, che negli anni Trenta e Quaranta del Novecento frequenta il Caltech (California Institute of Technology) e diventa uno dei più importanti scienziati missilistici degli Stati Uniti. Salvo poi, una volta rientrato in patria nel 1955, essere accusato dalle autorità statunitensi di spionaggio per conto del Partito comunista cinese (Pcc).  il neonato ministero della Scienza e della tecnologia. Non è una storia lineare, quella della tecnologia cinese, sempre oscillante tra forti spinte in avanti e conservatorismi. Sotto Mao Zedong, il 16 ottobre 1964 esplode la prima bomba nucleare, seguita nel 1967 da quella termonucleare, e nel 1970 sarà la volta del lancio del primo satellite. Ma nel 1979 Deng Xiaoping avvia, al confine con l’ingegneria sociale, la politica del figlio unico. A cui, per motivi demografici ma anche culturali, affianca l’aborto selettivo del sesso. La crescita tecnologica della Cina è contraddittoria. Prendiamo il 1983, quando il Paese mostra al mondo Yanhe1, il primo di una lunga serie di supercomputer, con una capacità di calcolo di 100 milioni di operazioni al secondo. Nello stesso anno esplode la censura, con la campagna Colpisci duro, ufficialmente voluta per combattere il crimine. E ancora: Olimpiadi di Pechino del 2008. La grande visibilità alla Cina viene pagata dai dissidenti con un bavaglio alla Rete. Simbolo della lotta per i diritti umani sarà in quegli anni Liu Xiaobo, Nobel per la pace nel 2010, che proprio nel 2008 è tra i promotori di Charta 08, manifesto pubblico ispirato alla Charta 77 redatta dai dissidenti cecoslovacchi. Ancora chiaroscuri: tra il 1998 e il 2008 nel Paese si diffondono i parchi scientifici e tecnologici, che accolgono più di 50.000 imprese e nel 2008 impiegavano più di 7 milioni di persone. Eppure sono gli stessi anni in cui si mette a punto il Golden shield project, entrato in funzione nel 2006, in pratica un severo sistema di sorveglianza della rete. Il cui gemello sarà il progetto Safe city, il fitto sistema di videosorveglianza che, per aumentare la sua efficacia, sfrutta anche telecamere installate in abitazioni o veicoli privati. Ci si avvicina così ai giorni nostri, alla ben nota tensione politico-commerciale con gli Stati Uniti (iniziata nel 2016 sotto la presidenza di Donald Trump per la produzione dei chip), che oggi sembra avere TikTok come campo di battaglia virtuale. La piattaforma è stata messa al bando dai dispositivi governativi di mezzo Occidente e dall’intero territorio del Montana.  Intanto, i successi cinesi in ambito tecnologico e scientifico non si fermano: è del 2013 Tiane-2, il supercomputer più veloce del mondo, sorpassato nel 2016 dal Sunway TaihuLight. Ma nemmeno di recente mancano gli inciampi: come quello del biofisico He Jiankui, in carcere dal 2019 al 2022 per aver utilizzato l’editing genetico sugli embrioni umani allo scopo di renderli immuni all’Hiv. Ed è proprio sottolineando questa fortissima e a volte spregiudicata spinta verso il futuro che Simone Pieranni chiude Tecnocina. Rifacendosi alle parole dell’attuale leader Xi Jinping, che ha parlato di “sogno eterno”, Pieranni si domanda se, dopo la conquista dello spazio, la Cina non stia pensando di mettere le mani anche sul tempo.

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