Tutti conoscono il “ sogno americano” dove una commessa può diventare top manager di una catena di abbigliamento ma nessuno ha mai sentito parlare del “sogno italiano”: ebbene si! Esiste anche per noi e ce lo regala Maura Latini, che dal 2023 è presidente di Coop Italia.  Questa storia ci insegna che la meritocrazia può vincere se si ha la giusta dose di tenacia e di passione per il proprio lavoro: certo, un “leit motiv” che può suonare scontato o banale e sicuramente non sono vicende che accadono quotidianamente purtroppo, ma quando succede è bene parlarne, perché mostra come i sogni diventano realtà, talvolta!
Maura Latini,  nata 1957 a Firenze e vissuta a Mugello una piccola località nei pressi del capoluogo fiorentino, cresce con la passione per la lettura inculcatagli dal padre e dalla madre, rispettivamente un metalmeccanico e una ricamatrice, che proprio perché non troppo colti le regalavano caterve di libri. Maura è sempre stata una ragazza piena di talento e di curiosità, da sempre affascinata dal mondo artistico, ambiva a diventare una pittrice ma il destino l’ha condotta su un’altra strada. Infatti, a soli 15 anni Maura si inserisce nella grande distribuzione organizzata dei supermercati con l’obiettivo di ottenere una indipendenza economica ma impegnandosi quotidianamente nel proprio lavoro per le persone, per gli animali, per il pianeta, trasmettendo i suoi valori e ideali agli altri.
In particolare, Maura  inizia la sua carriera all’interno del supermercato   durante le vacanze estive.
Durante l’università, invece decide di passare a lavoro da cassiera a tempo pieno, scelta effettuata dalla ragazza non senza conseguenze sofferte ma che si è rivelata proficua. Infatti i supermercati sono prima di tutto punti di aggregazione delle persone, che si interfacciano con i lavoranti dopo giornate di lavoro estenuanti o prima di organizzare cene ed eventi, che vogliono essere  ascoltate e capite. Maura ha intuito che non si tratta solo di vendere prodotti che soddisfino bisogni primari, ma di migliorare la qualità di vita delle persone: una volta capito, questo principio è stata la sua guida, quello che l’ha spinta ad impegnarsi ad avanzare per avere più autonomia e contribuire a fare di più la differenza».  Come dichiara lei stessa in una recente intervista rilasciata a Vanity Fair. Maura Latini si fa promotrice per la cura dell’ambiente in Coop: «Nel 2018 abbiamo potuto dichiarare che non avevamo microplastiche nei prodotti cosmetici, le avevamo tolte perché sapevamo che erano pericolose». Ha lavorato per eliminare gli antibiotici dalle filiere animali, seguendo gli indirizzi dell’Oms, passando poi al settore ortofrutticolo. Un posto importante anche la battaglia contro la plastica, per preferire l’acqua del rubinetto ed eliminare quella nelle bottiglie. «Mi permette di lavorare a posto con la mia coscienza. La convenienza serve, ma si deve essere in grado di remunerare adeguatamente chi lavora e di non inquinare».

Esempio di perseveranza e caparbia, Maura Latini lotta per eliminare la disparità di genere partendo dalla Coop. L’azienda ha, infatti, lanciato l’iniziativa “Close the Gap- riduciamo le differenze” inserendo tra le varie azioni in campo l’eliminazione dell’IVA del 22% su assorbenti e tamponi. Inoltre Coop Italia cerca di sensibilizzare e fare da esempio per i loro fornitori e i clienti sul lavoro femminile con numeri interessanti: dei 55mila dipendenti il 70% è donna, nello specifico donne sono il 44-45% dei capi reparto o capi negozio e il 33% circa dirigenti. Esempio di perseveranza e caparbia, Maura Latini lotta per eliminare la disparità di genere partendo dalla Coop. L’azienda ha, infatti, lanciato l’iniziativa “Close the Gap- riduciamo le differenze” inserendo tra le varie azioni in campo l’eliminazione dell’IVA del 22% su assorbenti e tamponi. Inoltre Coop Italia cerca di sensibilizzare e fare da esempio per i loro fornitori e i clienti sul lavoro femminile con numeri interessanti: dei 55mila dipendenti il 70% è donna, nello specifico donne sono il 44-45% dei capi reparto o capi negozio e il 33% circa dirigenti.

Nella classifica dell’Osservatorio sulla web reputation dedicato ai top manager spicca il nome di Maura Latini. La troviamo in settima posizione nel ranking dedicato alle donne e al secondo posto nella classifica dedicata al food e retail. Nella Top 100 è al 56esimo posto. Amante degli animali sin da piccola, ha sempre avuto una vena artistica. Adora dipingere, leggere e ascoltare musica, in particolare Verdi, Rossini e Mozart. È una grande viaggiatrice, è stata in Perù e Messico. Per quanto riguarda il mondo Coop, l’AD afferma che alcuni problemi moderni  sono meno presenti e soprattutto la differenza è l’impegno nel risolverli : è un contesto sano e meno stereotipato. Lo confermano anche i numeri: il 50% di uomini e il 50% di donne stanno ugualmente facendo corsi di formazione per aumentare la loro responsabilità. Ai vertici, poi, le donne sono il 35%, un dato migliore della media nazionale e che fatica ad aumentare ulteriormente soprattutto per problemi esterni all’azienda e parte dell’arretratezza del sistema italiano, come la parità di genere nella cura dei figli. Non a caso la Coop è fortemente attiva su questi temi, ad esempio con il sostegno alla petizione #Genitoriallapari su Change.org, dove si chiede il congedo di paternità obbligatorio. Non si tratta solo di giustizia per i padri: in quanto ci sarebbe una ricaduta immediata anche in fase di assunzione delle persone e sul mondo del lavoro, che non vedrebbe più le donne in età fertile come “parte debole”.

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