Cambiamento climatico e sostenibilità sono due delle più grandi sfide che attendono gli Stati e le popolazioni, per questo indagare la sostenibilità come volano di crescita per le aziende nel settore dell’agroalimentare è sempre più interessante. L’Italia dei campanili vanta molti prodotti tipici. È, anzi, a livello europeo, la nazione con il maggior numero di prodotti certificati. Su oltre 3 mila in Europa, più di un quarto sono italiani. Con un totale di 89 Cibi e Vini certificati Dop Igp, il Veneto è la Regione numero 2 in Italia, seconda solo alla Toscana, per prodotti Dop Igp Stg, a cui si aggiungono le 4 Stg nazionali e le 3 Bevande Spiritose Ig regionali, per un totale di 96 Indicazioni Geografiche. A livello economico, secondo le ultime stime dell’Osservatorio Ismea-Qualivita, il settore dei prodotti Dop Igp in Veneto vale 3.946 milioni di euro, con il comparto dei prodotti agroalimentari che pesa per il 11,3% e quello vitivinicolo per l’88,7%. Questi dati e lo scenario futuro sono al centro del dibattito in calendario oggi alla Fiera di Padova dal titolo “I pilastri dell’agroalimentare italiano”. Sandro Neri, responsabile di QN Economia intervista due protagonisti del settore, Roberto Brazzale (foto a destra), presidente del Gruppo Brazzale, che interverrà sul tema “La cultura della filiera tradizionale” e Oliviero Giacomo Falconi, responsabile del Servizio Agri Banking BPER Banca, di cui è atteso un intervento su “Sostenere la sostenibilità, le leve finanziarie per le imprese”.

La storia della famiglia Brazzale ha il sapore della tradizione. La famiglia, infatti, identificata nel marchio “Alpi” è la più antica azienda italiana del settore del latte, in attività ininterrotta da almeno otto generazioni. La storia della azienda è legata all’altopiano di Asiago ed alla pianura veneta: già agli inizi del 1900 si era realizzato il primo burrificio industriale a Zanè, vicino a Thiene, capitale veneta dei formaggi e mercato franco dal 1492. La combinazione tra radici agricole e cultura industriale ha permesso alla famiglia Brazzale di raggiungere negli anni posizioni di primato a livello nazionale, non soltanto nel burro. La storia recente dell’azienda si lega anche alla produzione di formaggio Asiago D.O.P., raccogliendo gran parte del suo latte nelle più pregiate zone tipiche di produzione. Storia, identità, sapore e gusto fanno parte di questo distretto industriale, che guarda contemporaneamente alla campagna e all’industria. Il futuro del Veneto, come dell’Italia tutta sta nella capacità far traguardare il tempo alla tradizione. D’altra parte, ricorda Roberto Brazzale “Ogni 4 ore a 8,1 miliardi di persone torna l’appetito. Il 99,25% della popolazione mondiale non è in Italia e ama ogni giorno di più ed ovunque il cibo italiano. L’Italia ha in questo un’occasione grandiosa di sviluppo, ma già soffre forti deficit di materia prima a causa della limitatezza del proprio territorio. La via per superare quel limite c’è”. Ricerca, sviluppo, cultura e capacità di raccontare i territori sono le armi vincenti per raccogliere il testimone del passato e per affrontare le sfide del futuro. Fra queste c’è anche la capacità di innovare, in termini di servizi, in un settore che ha il cielo come tetto, l’agricoltura e ritmi dettati dalle stagioni.

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