Come quasi tutte le startup, TAC è nata da un’esperienza personale. Dopo una fiera internazionale, nel 2019, due dei quattro co-founder di TAC, Roberto e Riccardo, si sono trovati con una quantità di biglietti cartacei, senza riuscire a collegarli alle persone corrispondenti.
Questo è un problema comune. Spesso ci troviamo ad incontrare persone e interagire con loro, ma se non lasciamo un modo chiaro per tener traccia dei contatti, il rischio di perdere opportunità di business è alto.
Da qui l’idea di creare uno strumento semplice ed efficace per aumentare le conversioni generate dalla rete professionale. Credo che la chiave del successo finora sia proprio la semplicità, sia nella condivisione che nella gestione interna dell’azienda.

Incoraggiare le imprese ad abbracciare la digitalizzazione come strumento di crescita e di sostenibilità.
TAC è uno strumento per fare network in modo più innovativo, semplice ed efficace, e risolve quello che con i mezzi tradizionali (i biglietti da visita e le brochure di carta) si presenta al contrario come un triplice spreco.
Come dicevo, prima di tutto uno spreco di business.
Ma anche uno spreco di tempo (e di denaro), se si pensa che spesso nelle grandi aziende alcune risorse si devono occupare full time solo della gestione, stampa e produzione di questi materiali.

E poi ovviamente spreco di risorse, a discapito della sostenibilità.

Il nostro target sono aziende con relazioni esterne o importanti forze commerciali, e si fa presto a capire l’impatto ambientale a livello di carta utilizzata se si conta che ogni anno si stampano circa 100 biglietti da visita per ogni dipendente, di cui gran parte verranno gettati nell’immondizia.

D’altronde quando si parla di “biglietto da visita” si fa metaforicamente riferimento anche all’immagine che si dà di se stessi all’esterno: TAC è una scelta coerente, da ogni punto di vista.

L’innovazione porta sul mercato qualcosa che ancora non esiste, risolvendo un problema attraverso un percorso alternativo.

Oggi la crisi ambientale è una delle principali sfide che stiamo affrontando e diventa difficile concepire l’innovazione senza considerare la sostenibilità.

Questo non significa che ogni innovazione, o startup, debba avere come mission un aspetto green ma che, quantomeno, non danneggi ulteriormente l’ambiente.

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