Prima di diventare il padre dei Lego, Ole Kirk Christiansen era semplicemente un uomo come tanti che ha vissuto sulla propria pelle il significato della crisi. Nato in un piccolo paesino della Danimarca nel 1891, ha imparato sin da subito l’importanza della condivisione. La sua è sempre stata una famiglia numerosa e di umili origini: genitori contadini e tredici figli da sfamare. Un numero che oggi probabilmente farebbe impallidire i più coraggiosi, ma che all’epoca poteva risultare piuttosto comune. La sua in ogni caso era una famiglia povera. Sin da ragazzino, Ole Kirk Christiansen ha cercato di dare il suo contributo mettendosi a lavorare come carpentiere.

Una volta divenuto adulto e scoperta la passione per la falegnameria, decide di mettersi in proprio e aprire un’attività tutta sua. Ha voglia di sperimentare e così si occupa soprattutto di arredo per interni. In quel periodo però l’economia è compromessa. Siamo negli anni della Grande Depressione e tutto il mondo ne sortisce l’effetto. Anche le piccole imprese, come quelle di Ole Kirk Christiansen, sono costrette a ridimensionare il proprio lavoro, se non a dimenticarlo del tutto.

La stoccata finale arriva quando, un giorno, suo figlio per errore dà fuoco alla bottega di famiglia. Ole Kirk Christiansen perde tutto ed è costretto a rimboccarsi le maniche per cominciare da capo. Ma come fare, considerata tanta incertezza? Nonostante la disperazione generale, Ole Kirk Christiansen si aggrappa al desiderio di un sorriso e così, con l’arte del riciclo, inizia a lavorare ad un nuovo progetto. La lezione più grande di Ole Kirk Christiansen non è stata soltanto quella di sapersi reinventare dopo aver perso tutto, ma di non rinunciare alla felicità nonostante la disperazione dilagante. Ha dimostrato sin da subito il suo spirito d’avventura e d’incoscienza, raggruppando alcuni scarti della vecchia bottega per realizzare dei giocattoli per bambini. Ha realizzato piccoli oggetti, una sorta di miniatura, veicoli da gioco perfetti per i bambini. Un’idea brillante, se si considera che all’epoca i bambini giocavano esclusivamente con oggetti di legno e non avevano poi molti giocattoli. Insieme a suo figlio, e riciclando alcuni materiali inutilizzati, decidono di creare dei giocattoli componibili, come ad esempio automobili a cui aggiungere ruote in miniatura. Il primo Lego è nato proprio così. Pur sapendo che non avrebbe tratto grandi benefici da quella sua invenzione, Ole Kirk Christiansen ha scelto di seguire quella strada, creando un giocattolo dopo l’altro. Nel 1934 quell’idea, dopo aver preso forma, ottiene anche un nome. Ed è così che nasce il Lego. Il nome è strettamente simbolico, poiché in Danimarca “leg godt” significa letteralmente “giocare bene”. All’inizio i suoi Lego erano realizzati in legno. Poi, qualche anno più tardi, con la diffusione della plastica il suo progetto prende nuova forma, nuova vita e nuova fama. Ole Kirk Christiansen capisce che quei mattoncini di plastica possono incastrarsi più facilmente tra loro creando bellissime composizioni. Il progetto si amplia, ma i bambini non hanno immediatamente accettato l’innovazione.Abituati ai giocattoli in legno, non è stato semplice adattarsi alla novità. Ma, con il passare del tempo, i Lego hanno iniziato a sedurre genitori e bambini a livello internazionale. Purtroppo Ole Kirk Christiansen non ha potuto assaporare quel successo perché è venuto a mancare prima. È stato suo figlio il testimone dell’impatto che Lego ha avuto sul resto del mondo. Il vero boom è arrivato a partire dagli anni ’60 e ad oggi Lego è una realtà ben affermata il cui target si è ampliato. Non è soltanto destinato ai bambini, ma anche a chi è un eterno Peter Pan e ha un debole per il collezionismo. Questo ha reso Lego un’eterna scommessa. Il suo valore è diventato così elevato da battere persino quello dei bitcoin. Pare quindi che il futuro abbia in serbo grandi sorprese per l’invenzione di Ole Kirk Christiansen: c’è chi investe in bitcoin e chi invece potrebbe guadagnare una discreta fortuna rivalutando l’investimento nei mattoncini Lego. Com’è possibile? Secondo un sondaggio della Higher School of Economics di Mosca i Lego ormai fuori produzione hanno raggiunto un valore di mercato degno d’interesse. I prezzi lievitano dell’11% di anno in anno, rendendo ogni set Lego più prezioso dell’oro, soprattutto perché la maggior parte è un’edizione limitata. In genere Lego produce tantissimi set relativi a film, serie TV e romanzi di successo che diventano di conseguenza rari.

Inoltre il prodotto è mutato dal suo lancio e oggi non è più pensato esclusivamente per una clientela infantile. Molti di questi set sono prodotti per una fetta di mercato adulto, che vede nei Lego un possibile investimento. Ed ecco che ci si collega al collezionismo. Secondo gli studiosi, investire nei mattoncini è un azzardo a lungo termine e, a differenza di titoli finanziari, in questo caso bisogna sostenere altre spese come ad esempio i costi di transazione (consegna). In conclusione: chi ha acquistato set limitati della Lego potrebbe avere una potenziale ricchezza tra le mani. Ciò significa che potrebbe soddisfare la sete di investitori nerd.

Prima di diventare il padre dei Lego, Ole Kirk Christiansen era semplicemente un uomo come tanti che ha vissuto sulla propria pelle il significato della crisi. Nato in un piccolo paesino della Danimarca nel 1891, ha imparato sin da subito l’importanza della condivisione. La sua è sempre stata una famiglia numerosa e di umili origini: genitori contadini e tredici figli da sfamare. Un numero che oggi probabilmente farebbe impallidire i più coraggiosi, ma che all’epoca poteva risultare piuttosto comune. La sua in ogni caso era una famiglia povera. Sin da ragazzino, Ole Kirk Christiansen ha cercato di dare il suo contributo mettendosi a lavorare come carpentiere.

Una volta divenuto adulto e scoperta la passione per la falegnameria, decide di mettersi in proprio e aprire un’attività tutta sua. Ha voglia di sperimentare e così si occupa soprattutto di arredo per interni. In quel periodo però l’economia è compromessa. Siamo negli anni della Grande Depressione e tutto il mondo ne sortisce l’effetto. Anche le piccole imprese, come quelle di Ole Kirk Christiansen, sono costrette a ridimensionare il proprio lavoro, se non a dimenticarlo del tutto.

La stoccata finale arriva quando, un giorno, suo figlio per errore dà fuoco alla bottega di famiglia. Ole Kirk Christiansen perde tutto ed è costretto a rimboccarsi le maniche per cominciare da capo. Ma come fare, considerata tanta incertezza? Nonostante la disperazione generale, Ole Kirk Christiansen si aggrappa al desiderio di un sorriso e così, con l’arte del riciclo, inizia a lavorare ad un nuovo progetto. La lezione più grande di Ole Kirk Christiansen non è stata soltanto quella di sapersi reinventare dopo aver perso tutto, ma di non rinunciare alla felicità nonostante la disperazione dilagante. Ha dimostrato sin da subito il suo spirito d’avventura e d’incoscienza, raggruppando alcuni scarti della vecchia bottega per realizzare dei giocattoli per bambini. Ha realizzato piccoli oggetti, una sorta di miniatura, veicoli da gioco perfetti per i bambini. Un’idea brillante, se si considera che all’epoca i bambini giocavano esclusivamente con oggetti di legno e non avevano poi molti giocattoli. Insieme a suo figlio, e riciclando alcuni materiali inutilizzati, decidono di creare dei giocattoli componibili, come ad esempio automobili a cui aggiungere ruote in miniatura. Il primo Lego è nato proprio così. Pur sapendo che non avrebbe tratto grandi benefici da quella sua invenzione, Ole Kirk Christiansen ha scelto di seguire quella strada, creando un giocattolo dopo l’altro. Nel 1934 quell’idea, dopo aver preso forma, ottiene anche un nome. Ed è così che nasce il Lego. Il nome è strettamente simbolico, poiché in Danimarca “leg godt” significa letteralmente “giocare bene”. All’inizio i suoi Lego erano realizzati in legno. Poi, qualche anno più tardi, con la diffusione della plastica il suo progetto prende nuova forma, nuova vita e nuova fama. Ole Kirk Christiansen capisce che quei mattoncini di plastica possono incastrarsi più facilmente tra loro creando bellissime composizioni. Il progetto si amplia, ma i bambini non hanno immediatamente accettato l’innovazione.Abituati ai giocattoli in legno, non è stato semplice adattarsi alla novità. Ma, con il passare del tempo, i Lego hanno iniziato a sedurre genitori e bambini a livello internazionale. Purtroppo Ole Kirk Christiansen non ha potuto assaporare quel successo perché è venuto a mancare prima. È stato suo figlio il testimone dell’impatto che Lego ha avuto sul resto del mondo. Il vero boom è arrivato a partire dagli anni ’60 e ad oggi Lego è una realtà ben affermata il cui target si è ampliato. Non è soltanto destinato ai bambini, ma anche a chi è un eterno Peter Pan e ha un debole per il collezionismo. Questo ha reso Lego un’eterna scommessa. Il suo valore è diventato così elevato da battere persino quello dei bitcoin. Pare quindi che il futuro abbia in serbo grandi sorprese per l’invenzione di Ole Kirk Christiansen: c’è chi investe in bitcoin e chi invece potrebbe guadagnare una discreta fortuna rivalutando l’investimento nei mattoncini Lego. Com’è possibile? Secondo un sondaggio della Higher School of Economics di Mosca i Lego ormai fuori produzione hanno raggiunto un valore di mercato degno d’interesse. I prezzi lievitano dell’11% di anno in anno, rendendo ogni set Lego più prezioso dell’oro, soprattutto perché la maggior parte è un’edizione limitata. In genere Lego produce tantissimi set relativi a film, serie TV e romanzi di successo che diventano di conseguenza rari.

Inoltre il prodotto è mutato dal suo lancio e oggi non è più pensato esclusivamente per una clientela infantile. Molti di questi set sono prodotti per una fetta di mercato adulto, che vede nei Lego un possibile investimento. Ed ecco che ci si collega al collezionismo. Secondo gli studiosi, investire nei mattoncini è un azzardo a lungo termine e, a differenza di titoli finanziari, in questo caso bisogna sostenere altre spese come ad esempio i costi di transazione (consegna). In conclusione: chi ha acquistato set limitati della Lego potrebbe avere una potenziale ricchezza tra le mani. Ciò significa che potrebbe soddisfare la sete di investitori nerd.

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