Di origini britanniche, Sir James Dyson è oggi conosciuto in tutto il mondo come il fondatore dell’azienda che trae vigore proprio da quel cognome, assegnato a strumenti all’avanguardia che agevolano le faccende domestiche così come rendono ancor più preziosi gli sforzi beauty. La parola chiave in questo caso sembra essere soltanto una: quotidianità. Dyson, sin da principio, ha cercato di rendere la quotidianità il più semplice possibile. Dall’aspirapolvere senza filo ai micro asciugacapelli agli ioni, Dyson fa parte della rivoluzione tecnologica, ma oggi non avrebbe raggiunto il podio senza gli sforzi dell’uomo dietro la macchina. Inserito nella classifica degli uomini più ricchi al mondo da Bloomberg (almeno nel 2020 figurava al 66esimo posto), James Dyson ha dimostrato una certa affinità con le invenzioni creative. Sin dall’ultimo anno di college, ha messo a punto alcune invenzioni. La prima con il suo nome è stata il Ballbarrow, un’innovativa carriola in plastica che ha vinto il premio Building Design Innovation del 1977. Successivamente ha creato il Trolleyball, carrello utile a immettere le barche in mare. E questLa grande idea arriva verso la fine degli Anni ’70. Nota che il filtro dell’aria della Ballbarrow è ostruito dalla polvere, così cerca una soluzione che lo avvicina a quello che poi sarà la sua grande invenzione. Realizza una torretta ciclonica industriale che elimina le particelle di polvere attraverso spinte centrifughe.

A quel punto Dyson pensa: perché non adattare lo stesso principio ad un aspirapolvere? Seguiranno cinque anni di tentativi e circa 5 mila prototipi scartati prima di arrivare alla perfezione. James Dyson riesce così a creare la sua prima aspirapolvere senza sacchetto, il Dual Cyclone, messa a punto nel garage di casa. Gli anni successivi vedono l’inventore girare l’Europa alla ricerca di un’azienda che possa produrlo, ma tutti mostrano un certo scetticismo nei suoi confronti. Soltanto in Giappone trova qualcuno interessato al progetto, così le prime aspirapolveri G-Force arrivano sul mercato. Soddisfatto del risultato, Dyson a quel punto capisce di voler lanciare un prototipo con il suo cognome e il suo brand, uno step importante concretizzatosi nel 1993. È stato il primo a inventare l’aspirapolvere senza sacchetto e ha mostrato al mondo intero il suo primo DC01 firmato Dyson. Ed è soltanto l’inizio.

L’inventore non si ferma e, supportato da un validissimo team, prosegue la conquista del mercato tanto che, nel 2014, presenta di persona a Tokyo una nuova aspirapolvere robotica, il 360 Eye, che include anche un’interfaccia utente per iOS e Android. In molti l’hanno paragonato allo Steve Jobs delle aspirapolveri, ma James Dyson ha allargato l’offerta del suo brand includendo anche altri prodotti, come ad esempio un’asciugamani veloce detta Dyson Airblade. Nata nel 2006, questa attrezzatura solitamente utilizzata nelle strutture ricettive consente un’asciugatura più rapida utilizzando meno energia. Nel 2000, invece, ha presentato la sua prima lavatrice, ContraRotator, anche se non ha riscontrato particolare successo: infatti oggi non è più in commercio.

Ciò che invece ha garantito a Dyson di prosperare è tutta la gamma accessori per capelli come il Dyson Supersonic, un asciugacapelli dotato di un motore più piccolo che si adatta alle dimensioni ridotte dell’intero attrezzo. O ancora l’Airwrap, accessorio per capelli che permette di catturare le ciocche in un flusso d’aria realizzando qualsiasi tipologia di piega. Non a caso, gli styler per capelli Dyson ad oggi sono i più ammirati sul mercato.

Lascia un commento