Di Lena Jüngst si conoscono pochissime informazioni, ma tutto ciò che dovrebbe interessarci al momento è quando è nata l’idea per la startup. Il suo è un progetto sbocciato durante il periodo universitario ed è stato realizzato a quattro mani (almeno in un primo momento). Perché Lena non è l’unica fondatrice della startup che di lì a qualche anno avrebbe trovato base a Monaco di Baviera. Ad aiutarla tra i banchi dell’università il suo collega Tim Jäger. Lena ha studiato un primo prototipo di borraccia attraverso cui è possibile bere acqua al gusto di qualcos’altro. E quell’idea è stata portata avanti come tesi di laurea presso l’Università di Design di Schwäbisch Gmünd. Come ha spiegato la fondatrice a Forbes, l’idea era quella di: Poco dopo, a partire dal 2018, i due colleghi hanno approfondito il progetto coinvolgendo altri tre partner per poi lanciare una startup innovativa, quale Air Up.

Dopo l’università, Lena ha chiesto l’aiuto di Fabian, nutrizionista con alle spalle un percorso di tecnologia alimentare, che ha affinato la ricerca per i gusti degli aromi. A completare il team Jannis e Simon, rispettivamente economista ed esperto di startup in campo beverage. Air Up, secondo Forbes, è oggi la startup più forte in Germania. Unendo le forze, ultimano gli sforzi presso l’Università Tecnica di Monaco di Baviera. È nel 2019 che nasce Air Up. La famiglia si allarga, accoglie nuovi collaboratori e investitori e la borraccia innovativa approda finalmente sul mercato. E, dopo un rebranding nel 2020, riscuote successo anche tra gli influencer. Non si tratta d’ingannare la mente, perché l’odore c’è e si sente. L’idea di una realtà come Air Up punta tutto sulla combinazione gusto-olfatto. Tramite le borracce Air Up si ha l’idea di bere tutto purché semplice acqua e il merito va alle capsule aggiunte al beccuccio, che emanano un profumo delizioso e permettono al cervello d’immaginare di star bevendo un drink o una bibita.

Un escamotage interessante, se si pensa che uno dei problemi più ricorrenti nella quotidianità dell’essere umano è consumare l’esatto numero di litri d’acqua. Perché non si beve il giusto? A volte è una semplice dimenticanza. Altre volte invece è perché l’acqua è probabilmente priva di stimoli o appeal. Ed è partendo da questa strada che è sbocciata Air Up, che unisce design e neuroscienza creando borracce che profumano ciò che si beve. Un trucchetto utile all’idratazione, spesso sottovalutata o del tutto ignorata.

Bere è importante, ancor di più d’estate, considerando che si suda di più e la pelle si secca più velocemente a causa delle temperature elevate. L’obiettivo di Air Up è quindi spingere le persone a consumare più acqua aggiungendo un profumo stimolante, privo di zuccheri o additivi chimici (come possono essere invece altre bevande dissetanti). Si beve semplice acqua, ma il profumo invece ci spinge a credere di avere tra le mani ben altro. I pod, al momento, restituiscono soprattutto profumi fruttati come arancia, pesca, fragola, ma anche bevande più intense come il caffè. Il successo di Air Up è tale che anche colossi mondiali come Pepsi hanno fiutato l’affare, decidendo di investire nella startup. Immaginate di sorseggiare acqua al retrogusto di Pepsi senza ingrassare: non è utopia, ma un’idea presto realtà e il merito va tutto ad Air Up. Un altro cavallo di battaglia della start-up è ridurre il consumo di bottiglie usa e getta, proponendo una borraccia riutilizzabile e resistente da portare sempre con sé. Infatti è realizzata con materiali di alta qualità come il Tritan senza BPA.

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