L’istruzione più accessibile per tutti e a costi contenuti è una di quelle idee di cui spesso si parla quando si tratta di immaginare un mondo più equo e giusto. Nella maggior parte dei casi le idee rimangono tali, o si traducono in micro progetti che, pur nella loro dignità, non riescono a dare impulso a un cambiamento sostanziale. La startup Paper, però, può rappresentare un’eccezione in positivo.

Fondata a Montreal nel 2014 da Philip Cutler, all’inizio del 2023 ha raggiunto una valutazione di 1,5 miliardi di dollari dopo l’ultimo round di finanziamenti da 390 milioni, con il supporto di società come Google e SoftBank a certificare la bontà dell’intuizione del suo fondatore. Cutler pensava di diventare insegnante e invece, a quanto pare, ha ereditato l’attitudine all’impresa dei suoi genitori. Paper è una piattaforma di apprendimento virtuale che offre un sistema di supporto educativo illimitato e on-demand. Include tutoraggio virtuale 1 a 1, un centro di revisione di scrittura, supporto universitario e professionale e vuole provare a rendere il tutoraggio privato più accessibile dal punto di vista finanziario.

Cutler ebbe l’idea di allargare la base di studenti da far accedere al tutoraggio privato, specialmente tra gli scolari con reddito famigliare più basso, grazie a una sua esperienza diretta. Come racconta la Cnbc, Philip si stava specializzando in educazione elementare alla McGill University e faceva il supplente in alcune scuole di Montreal. In questo periodo si accorse che gli studenti più ricchi spesso avevano risultati scolastici migliori, anche prima di assumere tutor privati. “Era l’altro 80-90% degli studenti che aveva bisogno di ulteriore supporto, quelli che non potevano permettersi di spendere 50 dollari l’ora, ma che potevano trarre un beneficio enorme da quell’aiuto extra”, ricorda Cutler. Laurea nel 2013 e insieme a un amico, Roberto Cipriani, Philip iniziò la ricerca per arrivare a creare una piattaforma di tutoraggio altamente scalabile. La vera spinta arrivò tre anni dopo l’avvio della startup, quando, grazie all’inserimento di Paper in un programma di accelerazione, qualcuno credette davvero nell’idea di Philip, che raccolse così un primo, fondamentale finanziamento da 1,6 milioni di dollari.

Nel 2018 Paper strinse i primi accordi con alcune scuole della California, dimostrando con i fatti la bontà del suo metodo e dell’idea di stare vicino agli studenti in difficoltà economica: il costo del tutoraggio infatti non ricade sui ragazzi, ma sugli istituti scolastici, che pagano la startup per usufruire dei suoi servizi. Secondo alcune stime, il costo medio per le scuole è di circa 40 dollari a studente.  Oggi, come si legge sul sito ufficiale della società, più di tre milioni di studenti, provenienti da circa 300 distretti scolastici unici in 41 stati americani e in Canada, possono contare sull’aiuto di Paper. Recenti collaborazioni con Mississippi e Tennessee hanno aggiunto circa altri 200 distretti scolastici al conteggio. Numeri già importanti che Paper vuole consolidare sempre di più, con l’obiettivo ambizioso di arrivare a collaborare con tutte le scuole pubbliche di Canada e Stati Uniti (solo questi ultimi ne hanno 18mila nel loro sistema scolastico).

Certo, quello che Philip e Paper hanno già ottenuto è già di rilievo. “Non avrei mai pensato di costruire un grande business. La mia idea era provare a risolvere il problema dell’accesso al tutoraggio scolastico per gli studenti della scuola in cui facevo le supplenze, per provare a fare in modo che tutti giocassero secondo le stesse regole”, ha spiegato Cutler alla Cnbc.

Anche Paper nell’ultimo periodo è stata costretta a tagliare diversi posti di lavoro, ma la sua mission resta invariata. Come il sogno del suo fondatore di vedere tutti gli studenti con le stesse possibilità scolastiche, per essere preparati nel modo più equo possibile. 

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