C’è un legame stretto tra la finanza e l’innovazione. Specie se si parla rivoluzioni importanti come quella dell’intelligenza artificiale. Per questo motivo la Fondazione Bruno Kessler guidata dal suo presidente Ferruccio Resta ha deciso di presentare il suo piano di mandato riguardo lo sviluppo e l’applicazione dell’AI proprio a Palazzo Mezzanotte, la sede della Borsa di Milano, a cui ha partecipato, tra gli altri, anche il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Su una cosa Giorgetti, Resta e Claudia Parzani, presidente di Borsa italiana, sono d’accordo: l’Europa non può pensare solamente a fare le regole, servono investimenti e nuovi talenti per non altrimenti si rimane indietro nella corsa all’innovazione e della competitività.

“Il Vecchio continente ha osservato passivamente la nascita di giganti tecnologici in America, come Google e Amazon, mentre in Europa ci si interrogava sull’utilità di internet per il business”, spiega Resta mettendo in guardia dal non fare lo stesso errore oggi con la nuova rivoluzione digitale. In un contesto in cui l’Europa, e non solo, è impegnata a fare le regole, è altrettanto cruciale accelerare l’innovazione per evitare di trovarsi impreparati. L’AI, come spiega Resta, non è priva di rischi. La fase di apprendimento non si conclude mai, e i processi tra input e output sono spesso sconosciuti. Questo però non significa che non dobbiamo investire nelle nuove tecnologie e, soprattuto nella futura generazione di ricercatori, ha spiegato il presidente della fondazione della Provincia autonoma di Trento. Secondo il quale in Italia abbiamo tutto per competere. In primis, la potenza di calcolo di supercomputer come Leonardo a Bologna. La Fondazione Kessler, per esempio, ha dimostrato il potenziale dell’AI addestrando una rete neurale per ottimizzare la produzione di uva. La Fondazione Bruno Kessler, istituita nel 2007 per raccogliere il testimone dell’Istituto Trentino di cultura nato nel 1962, si propone di realizzare una crescita significativa nei prossimi tre anni, con l’obiettivo di aumentare del 50% gli accordi strategici con imprese nazionali e del 30% i brevetti e le startup attraverso lo sviluppo di tecnologie innovative e intelligenza artificiale. Il piano di mandato evidenzia l’impatto dell’AI su imprese, sanità e territorio, focalizzandosi sull’orientamento della produzione verso “un’AI con al centro la persona”. Resta ha sottolineato che l’ambizione della sua fondazione non è solo quella di produrre nuova tecnologia, ma anche quella di orientare lo sviluppo stimolando la domanda da parte di imprese e istituzioni riguardo le nuove tecnologie, specie quelle di automatizzazione dei processi.

La governance, la responsabilità, l’etica e la sicurezza sono i pilastri fondamentali del programma, insieme alla collaborazione con le imprese. La Fondazione mira a realizzare obiettivi misurabili, come un aumento del 50% degli accordi con le università e del 20% dei Phd inseriti nei progetti, oltre a nuovi laboratori congiunti con aziende e piattaforme digitali in collaborazione con la pubblica amministrazione. Il piano di Kessler è quello quello di “creare non solo una AI italiana, ma anche figlia della nostra cultura, della nostra filiera e pensata per il nostro ecosistema”.

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