L’Ad Bruno Tanoni ci accompagna dentro l’attività di questa Pmi marchigiana che negli anni ha rafforzato la propria presenza all’estero con prodotti rigorosamente basati sulla qualità e su un design sempre più curato. La concorrenza c’è, specialmente asiatica, ma all’azienda di Recanati non manca la predisposizione a inventare nuovi prodotti, come ci racconta in questa intervista . Avendo come biglietto da visita internazionale un’estesa competenza su tutto quanto gira intorno al mondo dell’audio professionale, FBT – 34,5 milioni di euro di fatturato nel 2023 a fronte di 100 dipendenti – si è ritagliata nel tempo un notevole perimetro d’influenza commerciale, che le ha permesso di farsi apprezzare praticamente dappertutto. Dal quartier generale di Recanati, in provincia di Macerata, continuano infatti a partire i prodotti audio che l’azienda marchigiana progetta e realizza per tanti cultori dell’ascolto musicale di estrema qualità sparsi in giro per i cinque continenti.

“Nella zona d’Italia conosciuta per essere uno dei principali centri di produzione di strumenti, passato il tempo delle fisarmoniche e la successiva crisi del settore, sono iniziate a nascere fabbriche che realizzavano chitarre elettriche, amplificatori, pianole, organi, tastiere e sintetizzatori – spiega Bruno Tanoni (nella foto in alto), amministratore delegato e comproprietario, assieme al fratello Mauro, di FBT –. Noi ci siamo inseriti in questo trend, senza fossilizzarci solo sull’amplificazione, e abbiamo cominciato a seguire il mercato audio che negli anni ‘80 era costituito soprattutto dalle discoteche ma anche da luna park e altre strutture che chiedevano i nostri servizi”. La Pmi marchigiana ora è specializzata sostanzialmente in quattro settori dell’audio, impegno a 360 gradi declinato sempre con estrema professionalità e attenzione ai particolari. “Partendo dal portable sound, cioè prodotti professionali in particolare distribuiti attraverso il canale dei negozi che vendono strumenti musicali, passiamo all’install, legato ad installazioni audio fisse, al touring, sistemi molto performanti come il Myra per i professionisti del suono, per finire con l’audio contractor, branca dedicata ai sistemi di amplificazione per ospedali, scuole ed altro. Il tutto quasi interamente pensato e portato a compimento all’interno dello stabilimento di 15mila metri quadri che abbiamo a Recanati”.

Uno sforzo industriale non da poco, in grado di permettere a FBT di essere, come detto, conosciuta sia entro i confini nazionali ma ancora di più all’estero. “Esportiamo circa l’85% di ciò che produciamo e non credo ci sia un posto nel mondo in cui non riusciamo a distribuire quel che esce dal nostro stabilimento, aiutati pure da FBT UK, la sede che abbiamo a Londra – sottolinea Tanoni –. Il cliente tipo sono i distributori dei vari paesi in cui siamo presenti, mentre in Italia siamo anche distributori di noi stessi. I maggiori mercati sono quelli della Gran Bretagna, degli Stati Uniti, da dove viene la parte più grande del fatturato, oltre a Francia, Spagna, Germania, Sud America, Cina, Vietnam, Russia e i paesi arabi”.Il cambio di passo commerciale si è concretizzato ad inizio terzo millennio, quando l’impresa marchigiana ha capito che per ambire a raggiungere il livello superiore c’era bisogno di uscire dal solito perimetro. Realtà industriale come la nostra era impensabile non vendere in modo consistente fuori dai confini nazionali. In un primo tempo la concorrenza arrivava solo dall’Italia, mentre poi lo scossone si è manifestato quando si sono presentati sul mercato cinesi, giapponesi e asiatici in genere”.

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