Il 1 e 2 dicembre scorso nelle sedi di Palazzo Petyx a Palermo e di Palazzo Frangipane a Licata, rispettivamente centro direzionale e sede legale della Banca popolare Sant’Angelo, si è svolta la presentazione del libro “Le radici e le ali. Nicolò Curella e la Banca popolare S. Angelo” di Giovanni Criscione, edito da Kalòs edizioni d’arte di Palermo.

Alla presentazione sono intervenuti, oltre all’autore, l’avvocato Antonio Coppola presidente dell’istituto di credito, la dottoressa Ines Curella amministratore delegato della banca, Rodolfo Signorino professore di Economia Politica presso la facoltà di Giurisprudenza dell’università di Palermo, Roberto Ruozi già professore di Economia degli Intermediari Finanziari e rettore della Università Bocconi di Milano. Ha moderato il giornalista Michele Guccione. Alla presentazioneè seguito un rinfresco curato dallo chef licatese Pino Cuttaia del ristorante La Madia (due stelle Michelin).

L’autore del libro, attraverso una capillare ricerca di documenti e testimonianze, ha ricostruito e raccontato l’indissolubile rapporto fra la Banca, la famiglia Curella e il territorio. Criscione ha evidenziato come le radici dell’istituto di credito affondino nel terreno della storia licatese e siciliana tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, quando le piccole imprese, gli industriosi, gli artigiani, i commercianti, i contadini, impossibilitati a rivolgersi alle grandi banche d’affari, erano costretti a mettersi nelle mani degli usurai. L’apertura di una società cooperativa, divenuta dal 1926 una banca popolare, contrastava la piaga dell’usura e dava un sostegno all’economia locale. La banca nel corso della sua storia ha sempre mantenuto questo legame privilegiato con il territorio. Le ali, che hanno consentito l’espansione della banca, le hanno messe personaggi straordinari come Angelo Curella, poeta e manager eccezionale che guidò l’istituto di credito fino al 1967; la moglie Ines Gigante, una delle prime donne in Italia a guidare una banca; e infine, Nicolò Curella, del quale l’autore ricostruisce un ampio profilo biografico e professionale. Grande imprenditore bancario, innovatore, amante dell’arte e della cultura, convinto dell’autonomia della banca dalla politica, Curella trasmise ai suoi dirigenti e dipendenti il suo stile personale, il suo modo di fare banca, che è alla base di quello che può definirsi il “modello Curella”.

La presentazione del volume, cui ha fatto da cornice un’ampia presenza di pubblico, inaugura i festeggiamenti per i cento anni dalla fondazione che si concluderanno nel 2020.

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