L’azienda sarda ha iniziato nel settore dell’oil & gas realizzando costruzioni metalliche e metalmeccaniche destinate a piattaforme onshore e offshore. Con la crisi nel 2015 ha virato verso la carpenteria navale, scelta che ha consentito di mantenere tutto il personale. Oggi l’amministratore unico Luciano Balloi affronta il caro energia e materie prime, con prezzi che aumentano a commesse già definite. Un esempio è il ferro: “Se lo rifiutiamo non ce lo rimandano più”.

In un periodo storico non certo facile e che, fisiologicamente, porta con sé tanti punti interrogativi, a Tortolì, in provincia di Nuoro, la B. Metal sta facendo di tutto per non farsi travolgere dagli eventi. L’azienda sarda – 10 milioni di euro di fatturato nel 2021 a fronte di 80 dipendenti –, attiva dal 1999 nel campo del supporto tecnico sulle piattaforme petrolifere della Saipem in molte zone del mondo tra cui Mediterraneo, Congo, Indonesia, Australia e Cuba, nel 2011 è arrivata a costruire piccole piattaforme di perforazione e raffineria, per poi doversi forzatamente rimodulare quattro anni più avanti quando il settore è stato colpito dalla crisi.

“Per non dover prendere decisioni drastiche, in quel caso abbiamo deciso di mettere il nostro impegno anche nella carpenteria navale, cioè nel campo della costruzione di imbarcazioni e scafi in vetroresina di grandezza variabile tra 37 e 42 metri per la Ferretti, con cui ora B. Metal ha in essere un contratto diretto. Nel frattempo, comunque, non abbiamo abbandonato il core business aziendale, facendo tra le altre cose lavori anche per Saras”, spiega Luciano Balloi (nella foto in alto), amministratore unico della Pmi con base a Tortolì.

Una scelta tanto tempestiva quanto necessaria che fu approvata a larghissima maggioranza dal personale della B. Metal. “Con il fine di riuscire a mantenere tutti senza dover licenziare, chiedemmo al personale se fosse favorevole ad un momentaneo cambio di obiettivi commerciali e il 99% di loro disse sì, permettendo all’azienda di superare quel complesso 2015. In seguito, la maggior parte dei dipendenti tornò ad occuparsi di metalmeccanica e questo genere di investimento sulle persone finì per salvarci in un frangente a dir poco complesso”.

Momenti carichi di incertezze che, purtroppo, si stanno riproponendo a causa della crescita esponenziale dei costi dell’energia e delle materie prime, dinamiche economiche che hanno finito per influenzare pure il listino prezzi dell’azienda sarda. “Non so se riusciremo a resistere per tanto tempo dovendo fare i conti con questo tipo di aumenti – sottolinea Balloi –. Assorbire tutto è impossibile e noi consumiamo parecchia energia e gas per riscaldare le strutture e le tubazioni in acciaio che produciamo per Saipem, pezzi speciali che vanno sulle piattaforme petrolifere. Se le cose continueranno ad andare in questa direzione saremo costretti a fermarci e mandare a casa un centinaio di padri di famiglia. Ma io resto fiducioso, sperando che chi ci governa capisca la situazione in cui ci troviamo ad operare”.

La posizione geografica, poi, non aiuta di certo a tenere bassi i costi del trasporto merci e non c’è neanche più certezza sulle date di consegna. “Per fortuna nell’Ogliastra abbiamo il dato estremamente positivo di 320 giorni di sole l’anno, ma per il resto l’essere su un’isola ci penalizza alquanto da un punto di vista gestionale. Per la consegna dei materiali, poi, non ti danno più una data certa: paghi e quello che hai chiesto può arrivare in azienda in dieci giorni come due mesi. Il prezzo del ferro, per esempio, ha subìto una crescita notevole a commesse già definite e se lo rifiutiamo non ce lo rimandano più. In altre parole, siamo costretti ad accettare, soprattutto quando si è impegnati in un lavoro a cui manca poco per essere terminato. In quei casi siamo obbligati a farci carico degli aumenti e, di fatto, ad impoverirci”.

Intanto, i vertici di B. Metal restano vigili per intercettare possibilità di lavoro nel breve e medio periodo, confidando nell’ottimo curriculum messo assieme dalla Pmi di Tortolì nei suoi primi ventitré anni di presenza sul mercato. “Stiamo cercando buone opportunità sia nella metalmeccanica che nella nautica, i campi in cui siamo specializzati. È sempre un’avventura di questi giorni, ma debbo dire che qualcosa si intravede all’orizzonte, soprattutto all’estero. Solo al momento delle gare si vedrà se saremo capaci di essere competitivi rispetto ai concorrenti, anche se molto dipenderà dalle certezze che potremo avere strada facendo. Con tutte le cose che cambiano dall’oggi al domani, una programmazione è piuttosto difficile da definire”, conclude l’amministratore unico della B. Metal.

Lascia un commento