Le ricette del caffettiere-liquorista Giovanni Fabbrizii che tanto piacevano ai nobili del luogo rivivono nell’avventura di Fabrizio Fugazzi che, dismessi i panni dell’ingegnere in giro per il mondo, ha scommesso sul territorio della Val d’Aveto e a Rezzoaglio, vicino Genova, ha aperto la propria attività: produce amari e gin, che già si sono fatti apprezzare in contesti internazionali. Riportate in vita ricette alcoliche che nel passato avevano fatto le fortune di una delle realtà commerciali del settore più amate della Liguria, dall’estate del 2021 il Nuovo Liquorificio Fabbrizii – 150mila euro di fatturato nel 2023 e due dipendenti – sta compiendo le azioni necessarie per crescere, senza osare un passo più lungo della gamba, nella direzione auspicata dal piccolo gruppo che ha deciso di partire per un’avventura tanto affascinante quanto impegnativa. Un percorso che ha preso il via dalla Val d’Aveto e, più precisamente, dai terreni di famiglia situati nel comune di Rezzoaglio, in provincia di Genova, una sorta di buen retiro che da due anni e mezzo a questa parte sta ospitando l’iniziativa di qualità (già con un buon numero di sostenitori al seguito) avviata da Fabrizio Fugazzi.

L’impegno dell’azienda parte da due idee fondanti. La prima è riprendere le ricette di Giovanni Fabbrizii, caffettiere-liquorista di Sestri Ponente che aveva inventato un amaro apprezzato da varie casate nobiliari, eredità che si pensava fosse andata perduta prima che la sua bisnipote e moglie di mio padre ritrovasse tutto il materiale storico dandoci la possibilità di iniziare questa avventura. L’altra è riuscire a dare un contributo alla Val d’Aveto in termini anche di visibilità, considerato che l’entroterra ligure ha sì grosse difficoltà ma è oggettivamente bellissimo.

Tanto che una volta Hemingway definì la valle “la più bella del mondo”. “Ora non so se lo dicesse di tutti i posti in cui transitava – spiega sorridendo Fabrizio Fugazzi, amministratore delegato del Nuovo Liquorificio Fabbrizii –, ma comunque questa zona è veramente speciale e a poco più di quaranta chilometri da Chiavari, dal mare”.

Nel frattempo, la giovane azienda sta poggiando il proprio sviluppo su un paio di prodotti trainanti per tutto quanto si ipotizza verrà in seguito. “Sono un amaro ed un aperitivo creati al tempo da Fabbrizii e che condividono lo stesso infuso d’erbe. L’amaro poi viene portato a trentacinque gradi e resta delicato ed erbaceo, mentre all’aperitivo viene somministrata in parallelo una seconda infusione di arancia e, fatto arrivare a quindici gradi, diventa più dolce e beverino, oltre che tanto versatile da poter essere miscelato con il prosecco o in altri cocktail. Una piacevole sorpresa anche per noi, visto che le medaglie erano arrivate solo per l’amaro e non si sapeva praticamente nulla delle ormai acclarate qualità dell’aperitivo”.

Nel corso di questa prima parte del viaggio intrapreso dai Fugazzi, che fino al 2019 erano impegnati a tempo pieno da ingegneri nella progettazione di centrali elettriche in tutto il mondo, si è anche pensato di uscire per un attimo dal solco del passato per tuffarsi nella produzione di qualcosa di nuovo e sfidante. “E così abbiamo provato a creare un nostro gin sull’onda del momento florido che sta vivendo questa bevanda alcolica – chiarisce l’ad del Nuovo Liquorificio Fabbrizii –. Sperimentando siamo alla fine giunti alla conclusione che bisognasse indirizzarsi verso un gin da infusione dal colore paglierino come una grappa barricata, con un procedimento di produzione simile a quello dell’amaro. È profumato e può perciò essere gustato liscio come pure miscelato. Una proposta che ha già portato nella bacheca aziendale la medaglia d’argento nella categoria Compound Gin ottenuta a Londra in una competizione di respiro mondiale. Questa gratificazione ci spinge ad andare avanti su una strada che, in ogni caso, sappiamo bene sarà lunga e a dir poco impegnativa”.

La scelta di puntare su una produzione di estrema qualità, di liquori e altre proposte che siano inattaccabili non solo da un punto di vista del gusto, mette la Pmi ligure nella condizione di dover necessariamente andare alla ricerca delle erbe più particolari e non derogare mai ai propri principi. “Per poter avere di fronte la bottiglia da aprire, il nostro amaro va aspettato per un certo tempo, cioè i due mesi indispensabili per il processo d’infusione, il filtraggio e una fase di riposo e i successivi trenta giorni che deve passare a maturare nel vetro. La reputazione per noi è concetto imprescindibile e spero perciò che le buone pratiche, l’onestà intellettuale paghino sempre di più. E al proposito credo pure sia corretto dare il giusto valore alle lavorazioni artigianali, quasi sempre più onerose rispetto alla media di settore”.

E mentre i prodotti del Nuovo Liquorificio Fabbrizii continuano ad essere offerti principalmente ad enoteche che hanno interesse ad avere nel proprio “menù” liquori ricercati e con una storia alle spalle, l’azienda con base a Rezzoaglio, per il futuro più immediato, si propone di ridurre ulteriormente l’impatto ambientale di quanto esce dal proprio stabilimento. “Siamo molto sensibili al miglioramento delle dinamiche aziendali legate alla sostenibilità, al di là della pura economicità. Stiamo così pensando di affidarci al bag in box, modo (che permette l’eventuale ricarica, ndr) di trasportare i liquidi che qualcuno sta cominciando a sfruttare pure per i liquori dopo i vini”, conclude Fabrizio Fugazzi.

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