A cura di Alessandro Losito, Co-investment manager di ACCELERAHUB / IGI GROUP
Il Corporate & Investment Banking sta assumendo un ruolo sempre più importante anche per le start-up italiane. Tradizionalmente associato a grandi imprese, gruppi industriali e operazioni straordinarie, oggi il settore si sta aprendo anche a imprese innovative che hanno bisogno non solo di capitale, ma di una struttura finanziaria credibile. Per una start-up, infatti, raccogliere fondi non significa semplicemente trovare investitori: significa costruire un business plan solido, definire una valutazione sostenibile, preparare un investor deck professionale, organizzare una data room e presentare al mercato una strategia di crescita chiara. Il CIB diventa quindi uno strumento per rendere l’impresa più leggibile, più ordinata e più adatta al dialogo con banche, fondi e partner strategici.
In Italia l’ecosistema è composto da banche, investment bank, advisor, fondi di venture capital, operatori pubblici e piattaforme fintech. Alcuni soggetti, come Intesa Sanpaolo, UniCredit e Mediobanca, rappresentano il presidio più tradizionale del corporate finance, dell’advisory e delle operazioni straordinarie. Accanto a questi, realtà come CDP Venture Capital, Invitalia e Mediocredito Centrale hanno un ruolo rilevante nel sostegno all’innovazione, al capitale di rischio, alla finanza agevolata e all’accesso al credito. In questo quadro, il Fondo Centrale di Garanzia è particolarmente importante per start-up e PMI innovative, perché può facilitare l’accesso al credito bancario riducendo il rischio per gli intermediari. Non sostituisce l’equity, ma può integrarlo in una struttura finanziaria più equilibrata, composta da capitale di rischio, debito bancario e strumenti pubblici di supporto.
I servizi di Corporate & Investment Banking applicati alle start-up riguardano soprattutto la preparazione finanziaria della società. Le aree principali sono business plan e financial plan, valutazione aziendale, fundraising advisory, debt advisory, investor targeting, M&A, partnership industriali ed exit. Il valore del CIB è proprio quello di accompagnare l’impresa in un percorso ordinato: dalla costruzione dei numeri alla selezione degli investitori, dalla negoziazione del round fino a eventuali operazioni straordinarie. Per una start-up, questo significa passare da progetto innovativo a società finanziabile, comprensibile e più credibile per banche, fondi, family office, corporate venture capital e potenziali partner industriali.
Nel perimetro fintech e digital banking emergono alcuni casi interessanti. Banca AideXa è rilevante perché porta il credito digitale verso PMI e start-up innovative, con processi data-driven e tempi rapidi di valutazione. Qonto Italia, invece, risponde al bisogno di gestione finanziaria semplice e digitale per start-up, PMI e professionisti. Accanto a queste, Growth Capital rappresenta un caso particolarmente coerente con il tema dell’analisi, perché opera nell’advisory finanziaria per fundraising e M&A di start-up e scale-up tech. Queste realtà mostrano come il mercato stia evolvendo verso servizi più specializzati, digitali e orientati alla crescita delle imprese innovative, affiancando progressivamente i modelli bancari e finanziari più tradizionali.
La conclusione è che il Corporate & Investment Banking può diventare un acceleratore concreto per l’ecosistema start-up italiano. Il suo valore non è solo reperire capitale, ma costruire credibilità finanziaria, accesso al credito, governance e capacità di dialogare con investitori qualificati. Per una start-up, essere innovativa non basta: deve diventare strutturata, finanziabile e pronta a crescere in modo sostenibile.


Alessandro Losito Co-Investment Manager di ACCELERA HUB / IGI GROUP
