L’Emilia Romagna vuole migliorare la propria efficienza giuridica. E si affida alla potenza di calcolo del Cineca per analizzare le sue norme ed eliminare il superfluo

Sono tante, stratificate, prodotte da diversi soggetti e in continuo aumento: chi ha voglia di fare ordine nelle leggi italiane? Ci pensa Savia, l’intelligenza artificiale che supporta chi le fa, valutandone in anticipo impatto ed efficacia. Questo nuovo strumento che regala speranza nella nostra storica lotta contro la burocrazia è il frutto, a costo zero, di un protocollo di intesa interistituzionale tra l’Assemblea legislativa dell’Emilia Romagna e Cineca.

Le leggi italiane come non le avete mai viste: in versione mappa

L’ha realizzata uno sviluppatore friulano di 21enne e mostra come sono interconnessi tra loro 13mila provvedimenti legislativi. Un aiuto per semplificarli

L’AI cerca e analizza, non legifera

Con l’aiuto anche di Unioncamere Emilia-Romagna e del dipartimento di Scienze giuridiche dell’Università di Bologna, l’ente e il consorzio interuniversitario hanno ufficialmente presentato Savia lo scorso aprile, inaugurando una nuova carriera per l’AI, quella del “consulente” legislativo.

Non sarà forse un primato mondiale, secondo la direttrice generale di Cineca Alessandra Poggiani, ma un esordio nazionale potenzialmente rivoluzionario, date le 250.000 leggi in vigore, come stimato dal ministro della Giustizia Carlo Nordio. In Italia le possono emanare anche le Regioni e si procede “per accrescimento”: “Tutto ciò ha portato a un panorama giuridico denso e frammentato come pochi altri al mondo, su cui l’uso dell’AI potrà avere un impatto particolarmente decisivo. Ma non si parla di lasciarla decidere e legiferare”, dice Poggiani. Che pone l’accento con vigore su questo aspetto, e spiega: “Savia analizza più rapidamente le leggi esistenti, anche comparandole tra loro, e offre un quadro completo ed esauriente a chi vuole proporne una nuova. Permette di valutare se può essere implementata e con quale impatto”.

“Ingerite” le tante normative (per ora quelle regionali), questo strumento offre immediatamente le informazioni necessarie a quella umana per legiferare in modo efficace. Per lo meno questo è l’obiettivo, dato che aiuta a capire “quali già esistono sullo stesso tema, cosa dicono e se esistono interdipendenze o passaggi da modificare per raggiungere l’obiettivo”, precisa Poggiani.

Dalla Regione alla Camera, l’AI può scalare

Sarà la Regione Emilia Romagna a decidere se sviluppare una versione open di Savia, dedicata ai cittadini. Per il momento si lavora al prototipo per i legislatori, più urgente, previsto entro la fine dell’estate. In queste settimane i supercomputer di Cineca stanno acquisendo dati, con la serenità di chi sa di avere la potenza di calcolo per farlo, senza “affaticarsi” troppo. Secondo Poggiani, infatti, la fase critica sarà la prossima, quella dei test degli esperti giuridici. “Alcune leggi, soprattutto le più vecchie, possono dare risultati non coerenti nella prima fase automatica – spiega – servono quindi specialisti che aiutino l’AI a interpretare bene i lemmi: la loro comprensione non è affatto banale per una macchina”.

Al termine di questa fase “anti allucinazioni”, l’Emilia-Romagna potrà iniziare a utilizzare Savia “sul campo”, sotto gli occhi attenti di molti, anche di chi siede nella Camera dei deputati. Anche questa assemblea ha ufficialmente chiesto aiuto all’intelligenza artificiale per potenziare la propria efficienza legislativa. Entro fine maggio, giovani studiosi, ricercatori, centri universitari ed enti di ricerca possono proporre progetti per organizzare informazioni, supportare la predisposizione degli atti di iniziativa e far conoscere la documentazione e l’attività parlamentare in modo più completo e inclusivo.

“Gli strumenti selezionati avranno accesso al potere di calcolo di Cineca per la fase di training”, spiega Poggiani. Il passaggio all’analisi di leggi e norme di ambito nazionale non spaventa i supercomputer di questo centro, ma per la sua direttrice ha un forte valore simbolico: “Mostra la completa scalabilità e la ripetibilità del progetto Savia, come di tutti quelli che fanno leva sull’AI. Se l’apprendimento da parte della macchina funziona con un database regionale, funzionerà con ogni apparato giuridico, qualsiasi sia la sua dimensione. Quindi, se questa metodologia si conferma utile, sapremo già che potrà essere di forte supporto al lavoro parlamentare”.

FONTE: https://www.wired.it/article/intelligenza-artificiale-leggi-emilia-romagna/

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