Dalla protezione del copyright alla personalizzazione dei contratti. Quando l’assistenza legale approda sul Web si batte anche la burocrazia

Pur valendo tanto, a volte certe startup vengono emarginate. Sono quelle che si occupano di consulenza legale e vanno sotto il nome di startup legal tech. In Italia sono meno di 10, costituiscono appena lo 0,1 delle startup innovative esistenti e, spesso, non hanno la considerazione che meritano. Questo avviene soprattutto per le difficoltà dei più nell’approcciarsi alla materia (la pratica forense è uno dei campi di studio più tosti che esistano). Analizziamone alcune.

La prima startup che analizziamo è iubenda, che fornisce uno strumento per generare privacy e cookie policy per siti e app. In pratica l’innovazione della startup di Andrea Giannangelo (Founder e CEO) sta in questo: chi vuole creare una srl direttamente online, con tutti i requisiti per poter essere definita startup innovativa e vuole farlo da casa, grazie a iubenda, può farlo. Iubenda infatti ha creato un servizio che permette la redazione dell’atto costitutivo e dello statuto dell’azienda (con il supporto di un team legale che revisiona i dati inseriti), ma si occupa anche di tutti gli adempimenti successivi (tra cui la guida nel pagamento delle imposte  di registrazione fiscale, la creazione di firma digitale e PEC, l’invio di tutta la documentazione alla Camera di Commercio e all’Agenzia delle Entrate e l’apertura della partita IVA). A riprova della genialità del servizio, nell’anno in corso una startup su 10 si è costituita grazie al sistema iubenda senza ricorrere ai notai. Per usufruire del servizio, iubenda chiede 19 euro al mese ai suoi utenti, che sono già oltre 30mila in più di cento paesi.

Sempre a tutela della privacy online segnaliamo anche LegalEYE, startup di Udine. LegalEYE ha creato un portale per tutelare gli utenti in caso di stalking, ricatti o diffusione illecita di informazioni personali. La piattaforma dà la possibilità di registrare i contenuti digitali “presi” durante la navigazione in rete e invia all’eventuale vittima del reato un report completo, grazie a cui l’utente potrà archiviare le informazioni e i dati. Dati che si potranno poi utilizzare in sede processuale.

Netlexweb, startup nata nel 2013 che ha inventato il primo software gestionale di uno studio legale in cloud. La piattaforma consente ai clienti di condividere i documenti con i tribunali, permette di visualizzare lo stato di avanzamento della pratica, così come segnala le udienze; dà la possibilità inoltre di gestire l’anagrafica utente, la contabilità di uno studio, ma anche le notifiche in proprio.

LexDo.it. Nata nel 2015, punta sull’assistenza al cliente. Per la maggior parte sono PMI ma ci sono anche privati. In ogni caso, quindi, per ogni tipo di esigenza, c’è un contratto. Sono ben 80 le tipologie dei contratti. Ogni utente infatti, rispondendo a specifiche domande online, può costruire il suo percorso personalizzato a seconda delle sue necessità. Non solo. La startup mette a disposizione la consulenza di un avvocato. In questo modo il cliente evita il rischio di commettere errori e di incorrere in sgradevoli sanzioni.

FONTE: https://www.wired.it/economia/start-up/2017/05/02/startup-legal-tech/

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