Il progetto nasce da Umberto Palermo Design in collaborazione con Federmetano e Reinova

La prima e-car italiana a trazione ibrida termica/elettrica alimentata a biometano. Dopo la preview in occasione dell’inaugurazione dello stabilimento torinese di Mole Urbana lo scorso 7 novembre, la prima e-car del progetto nato da Umberto Palermo Design segna un’innovazione non solo in termini di processo industriale, ma anche tecnologica, grazie allo sviluppo di un inedito powertrain, nel quale il motore termico a biometano alimenta il motore elettrico, che fornisce la trazione alle ruote.

Il tutto nel segno della neutralità tecnologica – volta a trasformare la mobilità in una proposta sostenibile anche sotto il profilo economico – e di quanto viene delineato proprio in queste settimane da Parlamento e Commissione Europea. Per Umberto Palermo, la missione del designer è osservare il presente, intercettare i bisogni e tradurli in visione concreta. Su questa base, Umberto Palermo Design coinvolge Federmetano e Reinova per sviluppare Malya, la e-car di Mole Urbana, concept-laboratorio di soluzioni innovative e sostenibili per la mobilità, valorizzando progettazione, competenze industriali e filiera italiana. Il progetto Malya, della neo-casa automobilistica Mole Urbana, si inserisce in uno scenario europeo che sollecita lo sviluppo di veicoli compatti, sostenibili e accessibili, confermando la centralità di
una nuova generazione di automobili più leggere, efficienti e coerenti con le esigenze della mobilità urbana e suburbana. Dalla ricerca dell’armonia estetica, la design house fondata da Umberto Palermo, amplia così lo sguardo ai temi tecnologici che definiranno l’evoluzione del veicolo e delle sue forme di alimentazione.


“L’obiettivo più innovativo – racconta Umberto Palermo, Presidente di UP S.r.l. – è immaginare un veicolo mosso da motore elettrico e pacco batterie, con una logica energetica evoluta nella quale la ricarica possa essere affidata anche a un motore termico alimentato a biometano, secondo una configurazione di tipo range extender. In questa architettura, il motore termico non è pensato come soluzione tradizionale, ma come parte integrata di un sistema ibrido di nuova concezione, capace di garantire continuità di utilizzo e maggiore libertà operativa. La vettura si ricarica durante il funzionamento attraverso il gruppo alimentato a biometano, mantenendo al tempo stesso la possibilità di ricarica
diretta da rete elettrica domestica e da colonnina pubblica oltre alla ricarica sempre domestica, del metano”.


“Il progetto potrà contare sulla rete di distributori di gas naturale compresso e liquefatto più sviluppata d’Europa – afferma Dante Natali, Presidente di Federmetano – già in grado di erogare biometano 100% rinnovabile”, oltre a possibili soluzioni dedicate per il rifornimento domestico del gas. Quella del range extender a biometano è una configurazione finora inedita sul mercato, che andrebbe ad affiancarsi alle versioni di Malya a bioCNG e Hybrid/bioCNG oggetto dell’intesa siglata il 7 aprile scorso con Federmetano, prosegue Natali. In questo scenario il biometano collega mobilità, transizione energetica e sostenibilità dei processi, facendo leva sulla produzione italiana di questo carburante rinnovabile e sulla rete di rifornimento già attiva sul territorio nazionale.
Federmetano metterà, inoltre, a disposizione know-how tecnico sui sistemi di alimentazione e stoccaggio di bioCNG, oltre ai servizi di assistenza post-vendita e di riqualificazione delle bombole attraverso la rete di officine affiliate specializzate.


In questa visione si inserisce anche Reinova, partner tecnologico del progetto, chiamata a contribuire allo sviluppo hardware e software del powertrain innovativo. Come sottolinea Giuseppe Corcione, CEO di Reinova, “per Reinova partecipare al progetto Malya significa contribuire alla costruzione di una filiera di innovazione capace di riportare al centro competenze, professionalità e visione industriale. La mobilità urbana e i nuovi concetti di veicoli innovativi hanno sempre rappresentato per me, e per Reinova, una sfida concreta: non solo immaginare il futuro, ma renderlo industrializzabile, sostenibile e accessibile”.
Reinova metterà a disposizione del progetto il proprio know-how nello sviluppo hardware e software del powertrain innovativo a trazione elettrica con range extender alimentato a biometano/metano, lavorando sull’integrazione di componenti strategici come e-motor, batteria, Vehicle Control Unit, assale elettrificato e architetture evolute di controllo. L’obiettivo è portare a bordo del veicolo una nuova intelligenza adattiva, fondata sul concetto di software-defined vehicle, capace di rendere la mobilità più efficiente e vicina alle esigenze reali di utilizzo.


“La missione di Umberto Palermo Design è guardare avanti, proponendo soluzioni tecniche e tecnologiche capaci di rispondere a chi ancora oggi riconosce valore in un vero Made in Italy. Partnership come quelle con Federmetano e Reinova devono essere lo stimolo per immaginare un’Italia sempre presente, concreta e protagonista nell’evoluzione industriale” – conclude Umberto Palermo.

Malya rappresenta una risposta concreta alla possibilità di immaginare ancora un’Italia capace di produrre automobili, non necessariamente secondo la logica della gigafactory, ma attraverso un modello più mirato e flessibile: quello della nanofactory, orientato a mercati settoriali, bisogni specifici e produzioni più sostenibili.

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