Aprile 2026
Il settore della diagnostica e della prevenzione medica — che comprende la produzione di sistemi IVD, la diagnostica per immagini, i servizi di medicina di laboratorio e le tecnologie per la prevenzione — sta attraversando una fase di profonda trasformazione strutturale. A differenza di altri comparti sanitari che hanno subito un fisiologico ripiegamento post-pandemia, questo mercato ha consolidato la domanda su livelli storicamente elevati, sostenuto da un cambio permanente nelle abitudini di prevenzione dei cittadini e da un settore privato sempre più protagonista nel colmare i gap crescenti del sistema sanitario pubblico.
A livello globale, il mercato aggregato della diagnostica e della prevenzione vale circa 525 miliardi di dollari nel 2025, con una proiezione tra 900 miliardi e 1 trilione entro il 2034. Il dato più significativo non è tuttavia il valore assoluto, ma la composizione della crescita: a trainare il comparto non è più la diagnostica tradizionale, bensì il segmento della prevenzione sanitaria, che vale da solo 336 miliardi di dollari. Un segnale inequivocabile che il paradigma si sta spostando dalla cura alla diagnosi precoce, e dalla diagnosi precoce alla predizione. Anche in Italia il quadro è solido: il solo segmento IVD vale 3,73 miliardi di dollari nel 2025, la componente molecolare accelera al 7,8% annuo e il point-of-care cresce all’8,3%, trainato dalle politiche regionali di decentralizzazione diagnostica. Un segnale di maturità del sistema: la diagnostica non avviene più solo in ospedale.
Il mercato è oggi guidato da tre macro-tendenze che ne stanno ridefinendo le regole competitive.
La prima è l’integrazione dell’intelligenza artificiale nella diagnostica. L’AI non è più un’aggiunta tecnologica opzionale: è diventata un elemento abilitante per la diagnostica per immagini, la patologia digitale e la medicina predittiva. In Italia il 24% delle startup MedTech attive integra già soluzioni AI, con un tasso di crescita annuo del 36,7%. Il settore sta esprimendo realtà di eccellenza — da Empatica, con i suoi wearable di qualità medicale sviluppati al Politecnico di Milano, a Rilemo, che porta la diagnostica per immagini direttamente al letto del paziente con dispositivi portatili — che dimostrano come l’ecosistema italiano abbia le competenze per competere a livello internazionale.
La seconda tendenza è la decentralizzazione del punto di cura. La pressione sulle liste d’attesa del SSN è oggi un dato strutturale: nel 2025, su 33,5 milioni di esami prenotati, solo 13,4 milioni sono stati effettivamente gestiti dal sistema. Questo gap sta creando uno spazio permanente per modelli diagnostici alternativi, dalla diagnostica domiciliare ai poliambulatori privati, fino ai test rapidi in farmacia. Non si tratta di un fenomeno congiunturale, ma di una riorganizzazione duratura dell’accesso alla diagnostica.
La terza tendenza è la concentrazione del mercato dei servizi diagnostici privati. Operatori come Synlab, Affidea e Cerba HealthCare stanno consolidando reti nazionali con economie di scala crescenti, margini operativi superiori al 10% e modelli di ricavi ricorrenti fondati su reagenti e consumabili. La diagnostica privata ha segnato un +19,4% di crescita tra il 2019 e il 2023, il risultato più alto tra tutti i comparti della sanità privata italiana.
Le sfide principali per gli attori della filiera restano la frammentazione del sistema sanitario italiano, con forti disparità regionali nell’accesso alle tecnologie avanzate, e la pressione regolatoria dell’IVDR europeo, che aumenta i costi di certificazione penalizzando i produttori di dimensione medio-piccola e accelerando la consolidazione del settore a vantaggio dei player più strutturati. A questo si aggiungono i vincoli di rimborso pubblico, che rallentano la diffusione delle soluzioni più innovative nei contesti ospedalieri.
Le opportunità, tuttavia, sono concrete e quantificabili. Il mercato italiano della prevenzione sanitaria vale tra 1,5 e 2,5 miliardi di euro nel 2025 e cresce a un ritmo superiore al 10% annuo. Con la quota più alta di over 65 dell’Unione Europea e una consapevolezza crescente sull’importanza della diagnosi precoce, l’Italia rappresenta un mercato di riferimento privilegiato per chi vuole investire nell’innovazione diagnostica. La capacità di integrare tecnologia, dati e prossimità al paziente sarà il discrimine tra chi guiderà questa trasformazione e chi resterà ai margini di un mercato in rapida evoluzione.

Alessandro Stefanelli
Co-investment manager ACCELERAHUB/IGI GROUP

